“… Una radura con certi tipi loschi…”

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 99/12 del 19 novembre 2012, Sant’Elisabetta d’Ungheria

Non poteva mancare nella nostra rassegna stampa un riferimento alla riunione del gruppo Bildenberg che si è tenuta il 14 novembre scorso in Campidoglio a Roma, con il link delle foto e i testi di due articoli.
Come titolo del comunicato abbiamo scelto la frase di una canzone della musica alternativa degli anni ’70. Le trame di cui parla la canzone erano spesso e volentieri inventate, eppure tutti i giornali ne parlavano: quelle di oggi sono verissime ma quasi nessun giornalista osa parlarne. Tipi loschi…

1) Le foto

2) Monti festeggia un anno da premier: a cena con gli amici massoni
Tra imbarazzi e silenzi, mezzo governo è andato al summit del gruppo Bilderberg, di Brunella Bolloli.
Attovagliati con vista mozzafiato sui tetti di Roma, i potenti del mondo hanno brindato ai loro affari e, forse, anche a un anno di governo Monti. Più che una cena sembrava un consiglio di amministrazione con i big della finanza, dell’imprenditoria e dell’industria venuti apposta nella Città Eterna per decidere le sorti dell’Europa (chi commissariare e chi no) e dell’Italia in particolare. Sessione straordinaria dell’esclusivo club Bilderberg, conclave dei grandi e potenti uomini d’affari che ogni anno, dal 1954, sceglie una località per i suoi meeting internazionali. Più che una loggia una lobby, anche se i maligni ironizzano su grembiulini (come nella massoneria) e burattinai occulti, forse perché il club è protetto da una massiccia e impenetrabile cortina di mistero e i temi trattati riguardano i destini del pianeta. Gli aderenti sono gli unici a conoscere date e luoghi dei summit, comunicare con la stampa è vietato. Sarà per questo che avere conferma della partecipazione del nostro premier, Mario Monti, è un’impresa. Dopo una giornata di rimpalli e silenzi, alla fine da Palazzo Chigi arriva la conferma: il premier è andato alla cena e ha tenuto una breve relazione (“speach”) sulle questioni economiche e i temi dell’eurozona. Il nostro premier è uno dei pochi italiani ammessi al Bilderberg. Figura negli elenchi da quando era docente di Economia alla Bocconi, poi Commissario europeo (una volta è andata anche Emma Bonino ma ora non più), da rettore ed è rimasto da premier. Anzi. Pare che Super Mario non si perda una riunione del prestigioso consesso. È sulla lista Bilderberg da protagonista. Al pari di Paolo Scaroni, Ad di Eni e soprattutto di Franco Bernabè, presidente della Telecom Italia e gran cerimoniere della tre giorni romana. È targata Telecom, infatti, la regia dell’evento con cena da mille euro a testa sulla Terrazza Caffarelli preceduta da una visita guidata ai Musei capitolini, per l’occasione chiusi al pubblico nell’ala del Palazzo dei Conservatori.
E, del resto, quando ricapita di avere in Italia i pezzi da novanta del business internazionale? Il sobrio Monti, che ieri ha ricevuto Cameron e ha parlato al telefono con Obama, deve averne approfittato per festeggiare il suo primo anno al governo. Invito esteso alla sua squadra di ministri, sebbene trovarne uno che dica «sì, ci vado» è impossibile. Perché la regola aurea è che l’invito al Bilderberg non si smentisce mai né si conferma, ma il «no comment» è assertivo. A parte, dunque, Enrico Mentana, che ha smentito di esserci, l’elenco comprende: Lilli Gruber ed Enrico Letta (forse sono andati insieme alla cena dopo Otto e mezzo), Rodolfo De Benedetti di Cir, Alberto Nagel di Mediobanca, Mauro Moretti delle Ferrovie, Fulvio Conti, Angelo Cardani, Enrico Cucchiani di Intesa, la presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, Gabriele Galateri e altri, circa un centinaio di persone. Perché oltre ai big italiani la lista dei super potenti comprende: Tom Enders, ceo della Eads, Marcus Agius di Barclays, il canadese Edmund Clark boss della Td Bank, Kenneth Jacobs numero uno di Lazard e pure l’americano capo dell’Alcoa Klaus Kleinfeld, che spera di non essere contestato dopo la chiusura dell’impianto in Sardegna. Perché è ovvio che tra i nostri rappresentanti del governo e i super boss stranieri ci sono parecchie questioni da discutere, sulla pelle degli italiani. Conflitto di interesse per Monti? Di sicuro Francesco Storace, leader della Destra, è categorico: «Il premier non vada alla riunione di Bilderberg». Critica anche Giorgia Meloni. Blitz dei ragazzi della Giovane Italia fuori dall’Hotel de Russie: «Vogliamo sapere perché 130 personalità influenti si accordino per decidere le sorti degli stati. Monti ha il dovere morale di riferire il Parlamento sugli esiti di questo incontro, perché è una vergogna che un premier partecipi a riunioni segrete, nelle quali si influenzano i futuri dei popoli a guadagno della tecnocrazia e della finanza». E dopo la cena, oggi riunione segretissima. Top secret anche quella.
Libero

3) Che ci fa il Club Bilderberg a Roma? Alcune strane coincidenze
A un anno esatto dalla nascita del governo Monti, il Bilderberg si è riunito a Roma. All’incontro di ieri era presente mezzo esecutivo.
Si è tenuta ieri a Roma, all’Hotel De Russie, in via del Babuino, una riunione del Comitato Bilderberg, il famoso club esclusivo dei gotha della finanza e dei potenti del pianeta, che ha formalmente sede in Olanda, ma che tiene i suoi incontri in località differenti del Vecchio Continente e ogni quattro anni negli USA.
L’ultimo incontro si era tenuto a Chantily, una piccola cittadina nei pressi di Washington, nel mese di luglio. Ricordiamo che si accede ai vertici solo per invito, trattandosi di incontri molto riservati nei contenuti e per i protagonisti.
Ma ciò che colpisce di questo incontro di ieri è che il Comitato abbia deciso di tenerlo in una località certamente non secondaria e, peraltro, in un albergo assediato in questi giorni dai giornalisti per il Festival del Cinema. Altro dato: il vertice avviene esattamente a un anno dall’arrivo al potere in Italia di Mario Monti, che subentra come premier all’uscente Silvio Berlusconi, costretto alle dimissioni dalle pressioni dei mercati internazionali e sollecitato in tal senso dal presidente Giorgio Napolitano.
Pare che l’oggetto della discussione sarebbe stato lo scenario degli stati commissariati dall’Unione Europea, tra cui l’Italia. Parliamo anche di Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda. E a luglio, invece, pare che si sia parlato del destino degli USA, che guarda caso sono andati al voto per le presidenziali giusto una settimana fa.
Invitati Club Bilderberg: tra i nomi eccellenti spiccano Elsa Fornero, Corrado Passera, Paola Severino, Francesco Profumo
Anche i nomi degli invitati, per quanto alcuni di essi non siano certi, fanno discutere, perché compare mezzo governo e parte determinante della macchina mediatico-politica, che un anno fa volle Monti a Palazzo Chigi. Oltre allo stesso presidente del consiglio (non c’era bisogno di dirlo!), sarebbero stati invitati anche il governatore della BCE, Mario Draghi, il quale, tuttavia, avrebbe declinato l’invito per evitare strumentalizzazioni, inviando un comunicato in cui si garantiva di seguire i lavori da Francoforte. Presenti probabili i ministri Elsa Fornero (ripresa in una foto all’arrivo), Corrado Passera, Paola Severino, Francesco Profumo, mentre il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri avrebbe declinato l’invito.
Tra gli altri nomi spiccano Giuliano Amato, in qualità di presidente della Treccani, Emma Bonino, l’ad Ferrovie Mauro Moretti, l’ad Mediobanca Alberto Nagel, Angelo Cardani presidente dell’Agcom, l’ad Unicredit Federico Ghizzoni, l’ad Intesa Enrico Cucchiani, l’ad Enel Fulvio Conti, la presidente Rai Anna Maria Tarantola, il presidente Cir Rodolfo De Benedetti, il giornalista La7 Enrico Mentana (ha smentito), il presidente Telecom Italia Franco Bernabè, la giornalista Lilli Gruber, il PD Enrico Letta e il giornalista Ferruccio De Bortoli.
Club Bilderberg tra complottismo e oggettive “coincidenze”
Vale la pena precisare che l’essere invitati dal Comitato Bilderberg a un qualche incontro non autorizza nessuno a sostenere che quella persona sia membro attivo di un qualche complotto internazionale ai danni di qualcuno o qualcosa. A dire il vero su Bilderberg si è detto e scritto tantissimo, ma senza mai avere fornito prove delle sue presunte interferenze nella sfera politica, mediatica e finanziaria del pianeta.
Tuttavia, impressionano alcune “coincidenze” a dir poco sospette. La prima: si vociferò nell’estate del 2011 che il Comitato si riunì in Francia per discutere della caduta del governo Berlusconi e l’assunzione della premiership da parte dell’economista Goldman Sachs, Mario Monti. In sole due settimane, la BCE e i governi di Roma e Atene furono nelle mani di tre esponenti della banca americana, rispettivamente Mario Draghi, Mario Monti e Lucas Papademos.
A un anno esatto dall’investitura di Monti a Palazzo Chigi, il Comitato si riunisce a Roma, dove più che nascondere la propria assise ristretta, pare al contrario ostentarla. E questo dopo che gli indignados americani protestarono vivacemente contro l’incontro di Chantily, davanti alla sede in cui avvenne a luglio. Forse che gli uomini di Bildenberg non abbiano volutamente cercato di sfoggiare il loro potere in una ricorrenza tanto simbolica per la loro comunità?
E ancora: di cos’altro avranno discusso sui destini dei Piigs, dopo avere piazzato (stando alla ricostruzione complottista) un loro uomo a Roma? Avranno tentato di ridisegnare lo scenario politico-mediatico dei prossimi mesi o anni in Italia?
Una cosa è certa. Avessero pure parlato del sesso degli angeli, non lo sapremmo mai, visto che i protagonisti del vertice segreto sono proprio i più importanti rappresentanti del mondo politico, istituzionale, industrial-finanziario e mediatico italiano.
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