I religiosi massacrati nella guerra civile spagnola

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenzaSuore-catturate-durante-guerra-civile-spagnola
Comunicato n. 31/20 del 2 aprile 2020, San Francesco da Paola

I religiosi massacrati nella guerra civile spagnola

Ieri ricorreva l’anniversario della vittoria della Cruzada spagnola contro il fronte anarco-comunista-massonico (1936-1939.) Come sempre chi narra la storia ha ribaltato la realtà dei fatti e invece di documentare i massacri operati contro la Chiesa, accusa la Santa Sede e la gerarchia spagnola di aver appoggiato chi difendeva la religione dall’odio anticlericale delle logge e dei rossi. Per far parlare i documenti, pubblichiamo un‘interessante e commovente testimonianza tratta dall’archivio storico della Curia generale delle Suore cappuccine.

La persecuzione dei religiosi nella guerra civile spagnola

Durante gli anni della Guerra civile Spagnola nei territori repubblicani avvenne (fatta eccezione dei Paesi Baschi) una feroce persecuzione anti-cattolica. Dopo la vittoria del Fronte Popolare spagnolo, formato da socialisti, comunisti e antifascisti, per tutto il paese si intensificarono le violenze dando origine a una vera e propria persecuzione religiosa che, tra il 18 luglio 1936 e il 1º aprile 1939, portò alla distruzione del 70% delle chiese spagnole e all’uccisione di quasi diecimila persone, tra le quali 13 vescovi, 4.184 sacerdoti e seminaristi, 2.365 religiosi, 283 religiose e diverse migliaia di laici di entrambi i sessi, il cui numero è tuttavia impossibile precisare. (…) Solo con la vittoria del generale Francisco Franco il clero cattolico decise di uscire dalla clandestinità e le chiese furono pubblicamente riaperte al culto. Motivi per i quali Pio XII accolse con felicitazione la vittoria dei nazionalisti nel radiomessaggio dell’aprile del 1939.

La Comunità di Genova, nel 1936, anche dietro istanza della Segreteria della Curia generale dei Cappuccini, ospitò per breve tempo alcune monache carmelitane, le Figlie del Sacro Cuore di Gesù e le Terziarie cappuccine della Divina Pastora, profughe dalla Spagna, che erano riuscite a sfuggire alla persecuzione, dirette in America (Cuba e Panama).

Lettera di richiesta di padre Agatangelo da Langasco

Questa ospitalità, con tutto il carico di sofferenza e insicurezza che comportava, si trova descritta in una carta manoscritta intestata a “Casa di riposo – Francesco e Teresa Vallardi – Appiano Gentile – Como” rinvenuta tra la Corrispondenza di quel periodo, di cui diamo trascrizione.

«Nei mesi di Agosto Settembre nella nostra casa di Genova furono ricevute, con tutta quella carità che lo spirito francescano ispira, il primo gruppo di Suore profughe dalla Spagna. Arrivarono al nostro convento alle ore 24 e fu subito preparato in fretta l’occorrente per il riposo. Al mattino dopo la S. Messa, che da mesi più non udivano e la S. Comunione, ci raccontarono la loro tragica e straziante fuga. Una veniva da Madrid, suora claustrale di 22 anni, comprendeva bene l’italiano e serviva di interprete per le altre tutte cubane. Altre due di 24 e 23 anni Cappuccine della Divina Pastoraerano sfuggite da Barcellona dopo che il loro grande convento era stato bruciato dai comunisti. La quarta di 21 anni Suora Carmelitana raccontò una lunga serie di barbarie commesse dai rossi alle sue Consorelle, vedendo morire sotto i colpi di quelle belve umane la sua Superiora, il Cappellano della Comunità ed altre. Ella dopo una Via crucis di pene potè essere salva. Sui volti di queste care creature, che avemmo la fortuna di ospitare si leggevano i segni di una sofferenza orribile, mentre al racconto delle loro tristi avventure il loro essere, sotto l’incubo di un ricordo tanto doloroso, si contorcevano per l’orrore. Stettero un po’ di tempo con noi lasciando un profumo di virtù il cui ricordo fa del bene. Teneri fiori sbocciati all’infuriare della bufera si aprirono solo ai raggi della Croce che le ravvolse tutte, imprimendo i segni tangibili della redenzione divina. Umili, buone e soavi anche di fronte ai tiranni esse con altri gruppi si successero alle prime ma per breve tempo, Roma le attendeva presso il cuore del S. Padre, che ebbe per tante sventure la sola parola che scende confortatrice in nei cuori tanto lacerati».

Nell’ASCG, nella serie Corrispondenza 1936, sono conservate alcune lettere delle Suore profughe dalla Spagna.

Cartolina di sr. Ana de Jesus del 15 agosto 1936

Lettera di sr. Ana de Jesus del 25 settembre 1936

Cartolina di sr. Ana de Jesus del 10 ottobre 1936

Lettera di Sor Ma. Visitación Botello del 12 settembre 1936

Lettera di Sor Ma. Visitación Botello del 2 ottobre 1936

Lettera di Sor Ma. Visitación Botello del 22 dicembre 1936

Cartolina delle Figlie del S. Cuore di Gesù del 28 luglio 1936

Lettera della Superiora generale delle Figlie del S. Cuore di Gesù del 3 agosto 1936

Lettera sr. M. Elisabetta, Cappuccina missionaria, del 30 ottobre 1936

Lettera sr. Francisca dei Ss. Corazones de Jesus y Maria del 21 dicembre 1936

Cartolina di sr. Susana del Corazon de Maria LLambias 1936

https://www.archiviomrubatto.it/la-persecuzione-dei-religiosi-nella-guerra-civile-spagnola/