2016 Comunicati  03 / 06 / 2016

Terra Santa: ebrei lanciano sassi contro cattolici

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 49/16 del 3 giugno 2016, Sacro Cuore

ShowImageQuante volte, negli ultimi decenni, dei ragazzini palestinesi sono stati arrestati, malmenati o addirittura uccisi per aver lanciato dei sassi contro l’esercito israeliano. Nei giorni scorsi un gruppo di cattolici, riuniti in preghiera (nel corso di una “messa” di Paolo VI, rito che rifiutiamo nel modo più assoluto), è stato oggetto di una sassaiola da parte di adolescenti ebrei. Silenzio assoluto dei pennivendoli dei media italiani impegnati a cercare (o inventare) casi di presunte discriminazioni razziali o sessuali.

Lancio di pietre durante la messa a Rehovot

ISRAELE – Sabato 28 maggio 2016 a Rehovot, un gruppo di giovani israeliani hanno lanciato sassi contro i fedeli riuniti per la Messa. Mons. William Shomali, vicario patriarcale, ha espresso profonda preoccupazione, e ha sottolineato l’urgenza di offrire a questi giovani una formazione basata sul rispetto per gli altri e le loro credenze.

Il cortile della cappella della comunità di Santa Teresa di Lisieux a Rehovot in Israele era gremito questo sabato 28 maggio 2016 per la celebrazione della Messa solenne della festa del Corpo e del Sangue di Cristo, dato che la cappella non è abbastanza grande per ospitare tutti i fedeli.

Durante la celebrazione, alcuni giovani dell’età di circa 14 anni, per due volte, hanno gettato pietre contro i fedeli in preghiera nel cortile. La sassaiola, piuttosto importante, non ha provvidenzialmente ferito nessuno, come riporta il sito del Vicariato per i cattolici di lingua ebraica in Israele.

Mons. William Shomali, vicario patriarcale, ha espresso la sua profonda preoccupazione: « È triste che la gente in preghiera, per la maggior parte donne che lavorano presso case ebraiche di Rehovot, ricevano pietre mentre sono in preghiera. Ancora una volta, richiamiamo l’attenzione alla cultura del disprezzo per gli altri che alberga in alcuni ambienti israeliani e la necessità di trovare soluzioni per curare la società dal radicalismo e dall’intolleranza. È vero che si tratta di giovani di 14 anni. Ma gli adulti e gli insegnanti sono pienamente responsabili ».

In seguito a questo incidente, il Vicariato di cattolici di lingua ebraica in Israele, ha anche lanciato un appello di raccolta fondi perché si abbia un luogo di preghiera più grande e più sicuro per i fedeli della zona di Rehovot.

La comunità cattolica di Rehovot è cresciuta molto negli ultimi anni. Essa è composta da badanti filippine, che hanno fondato la comunità, e che ora ospitano un gran numero di operatori sanitari migranti provenienti da India, Sri Lanka e Africa; così come da studenti che frequentano le istituzioni accademiche di Rehovot, l’Istituto Weizmann e la Facoltà di Agraria dell’Università ebraica.

Lpj.org

Foto: alcune delle pietre scagliate contro i fedeli, prevalentemente donne.