2012 Comunicati  29 / 05 / 2012

Rassegna stampa del 29.05.2012

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 58/12 del 29 maggio 2012, SantaMaddalena de Pazzi

Rassegna stampa del 29.05.2012 (i titoli sono redazionali)

Maggiordomi del modernismo
(24.05.2012) CITTA’ DEL VATICANO – Approfondire il Concilio Vaticano II, nei sui documenti e nei suoi contenuti, per dare continuità alla tradizione millenaria della Chiesa. Questa, in sintesi, l’esortazione di Benedetto XVI ai partecipanti alla 64° Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, nel corso dell’udienza tenutasi a mezzogiorno nell’Aula del Sinodo. (…) L’imminente 50° anniversario della convocazione dell’assise conciliare ha fornito al Santo Padre l’occasione per tornare a parlare della “ermeneutica della continuità e della riforma”, nel segno dell’ascolto del Concilio e delle sue “autorevoli indicazioni”. (…)
Fonte: Zenit.org

Maggiordomi alla mensa kosher
(13.05.2012) NEW YORK – Il prestigioso auditorium Avery Fisher Hall di New York, ha visto, lo scorso 8 maggio, l’Orchestra e il Coro del Cammino Neocatecumenale esibirsi nella Sinfonia che vuole rendere omaggio alle vittime della Shoah, l’Olocausto degli ebrei. (…) L’opera è stata eseguita davanti a 3.000 persone, la maggior parte ebrei, tra cui più di 30 rabbini e circa dodici vescovi e autorità civili. Nel pubblico, inoltre, si contava la presenza di numerosi sopravvissuti all’Olocausto e delle loro famiglie. “La sofferenza degli innocenti” è stata composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, ed è stata eseguita da un coro e un’orchestra di 180 professionisti, provenienti da questa realtà ecclesiale. (…) Questa celebrazione Sinfonico-Catechetica è una delle nuove iniziative del Cammino Neocatecumenale che ha come obiettivo costruire ponti con il popolo ebraico, dal momento che molti ebrei, per loro stessa affermazione, si sono sentiti identificati con la musica e il messaggio che essa veicola. (…) La celebrazione dell’Avery Fisher Hall è iniziata con due dei più importanti rabbini della città di New York: il rabbino Greenberg e Rabbi Rosenbaum, che hanno offerto un saluto e guidato un momento di preghiera. Subito dopo, Kiko Argüello è stato presentato a tutti da David Rosen, rabbino e direttore dell’American Jewish Committee, assessore per gli Affari interreligiosi del Gran Rabbinato di Gerusalemme e responsabile per le relazioni con la Santa Sede. (…) L’evento è proseguito poi con le parole del rabbino Rosen, che ha confermato, ancora una volta, “il riconoscimento che il popolo ebraico trova nel Cammino Neocatecumenale per la riconciliazione e l’amicizia con la Chiesa”.
Fonte: Zenit.org

Consulenze d’oro: la pubblica amministrazione spreca 2 miliardi di euro l’anno
(30.3.2012) La Corte dei Conti denuncia che, su circa 300mila incarichi, ce ne sono molti assegnati “in assenza di requisiti professionali adeguati o senza previa verifica dell’esistenza di professionalità interne”. Euri che Regioni, Province, Comuni, università e aziende sanitarie distribuiscono e, verosimilmente, sprecano, in migliaia e migliaia di incarichi (276 mila per la precisione). Professionalità esterne che non sempre hanno il crisma dell’essenzialità. O quasi mai. Lo dice la Corte dei Conti. Il ricorso al cosiddetto tecnico esterno è un fenomeno che riguarda circa 250 mila professionisti, che sono nel foglio paga delle pubbliche amministrazioni italiane. Un (mal)costume in costante crescita. (…) I nostri enti pubblici preferiscono assegnare le consulenze a persone esterne. Per ragioni altrettanto facilmente intuibili. Soprattutto quando si tratti di incarichi che superano i 15 mila euro.
Fonte: Oggi

Flagelli
(16.05.2012) ”Il flagello dell’antisemitismo sembra essere non estirpabile nel mondo di oggi; e anche nella teologia cristiana l’antichissimo marcionismo e l’antiebraismo riemergono con spirito di rivalsa, e di fatto non solo da parte dei tradizionalisti ma anche nel filone liberale dell’attuale teologia”: lo ha detto, tenendo la Berrie Lecture presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum), il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e della Commissione della Santa Sede per le Relazioni Religiose con l’Ebraismo. Il porporato è stato invitato dal John Paul II Center for Interreligious Dialogue, diretto dal rabbino Jack Bemporad. La lecture del cardinale Koch è stata dedicata al dialogo tra i cristiani ed ebrei cinquant’anni sulla base della dichiarazione conciliare sulle religioni non cristiane. ”Il dialogo ebraico-cattolico – ha detto ancora il card. Koch, della cui relazione l’Osservatore Romano ha pubblicato oggi alcuni stralci – non sarà mai dunque inoperoso, specialmente a livello accademico, in particolare dal momento che il nuovo corso epocale dato dal concilio Vaticano II riguardo alla relazione fra ebrei e cristiani è naturalmente messo costantemente alla prova”. (…)
Fonte: Vatican Insider- La Stampa

Gli sceriffi del governo tecnico
(20.05.2012) ROMA – L’ex capo della Polizia e capo gabinetto del Viminale, Gianni De Gennaro, è stato nominato sottosegretario di Stato e lascia quindi il Dis, Dipartimento informazioni per la sicurezza, che ha guidato per quattro anni, dal 2008. (…) Ieri sera, a quanto si apprende, il presidente del Consiglio Mario Monti ha informato della nomina il presidente del Copasir, il Comitato parlamentare di controllo sull’intelligence, Massimo D’Alema. De Gennaro sarà sostituito al vertice del Dipartimento informazioni per la sicurezza da Giampiero Massolo, attuale segretario generale della Farnesina. “Auspico che le scelte compiute consentano la prosecuzione di quella collaborazione che ha caratterizzato in questa legislatura i rapporti tra Parlamento e governo nella delicata materia della sicurezza nazionale e dell’intelligence – ha detto il presidente del Copasir, Massimo d’Alema”. (…) Il nome di De Gennaro è legato alla vicenda del G8 di Genova 1. Nell’aprile 2008 è stato rinviato a giudizio per istigazione alla falsa testimonianza nelle indagini inerenti ai fatti del G8 e in particolare le violenze nella scuola Diaz. Nel 2009 l’ex capo della Polizia fu assolto.
Fonte: Repubblica

Romagna saudita
(21.05.2012) RAVENNA. Ripartono i lavori della moschea alle Bassette e subito si riaccendono le polemiche. Dopo lo stop nel 2011, per mancanza di fondi, un gruppo di volontari si alterna all’interno del cantiere aperto due anni fa per portare avanti il progetto di costruzione. E mentre la struttura religiosa va verso la sua ultimazione, finanziata dalla comunità musulmana ravennate, che si sostiene sulla base delle offerte raccolte durante le cerimonie di preghiera, nelle occasioni di festa e negli incontri, il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi ritorna «sulle gravi irregolarità e scorrettezze compiute dal Comune nel consentire tale insediamento alle Bassette». In particolare Ancisi si riferisce alla variante urbanistica del 2007, «con cui si è voluto forzatamente inserire una grande moschea in un’area artigianale/industriale», che «ha introdotto questa scelta a piano già adottato e pubblicato, simulando l’accoglimento di un’osservazione che neppure la chiedeva». Inoltre il terreno «destinato irregolarmente ad edificio religioso ricade nell’area di attenzione della zona a Rischio di incidente rilevante (Rir) tracciata dal Piano comunale della Protezione civile intorno agli stabilimenti del vicinissimo distretto chimico-industriale ex Enichem, senza che siano state rispettate le norme di cautela imposte dalla legge Seveso». L’altro aspetto oggetto di polemica riguarda la capienza. «Non è vero – sostiene Ancisi – che il permesso di costruzione della moschea sia per 200 persone, come il sindaco aveva promesso e come prescritto nell’istruttoria». «La capienza del solo luogo di preghiera – scrive – pari ad una superficie di 540 metri quadrati su un totale di 740 dell’intera parte edificata, è di 700 fedeli al chiuso, a cui se ne aggiungono 523 nello spazio all’aperto non impegnato dal progetto». Secondo Ancisi, la seconda moschea d’Italia per grandezza e l’annesso Centro islamico sarebbero destinati a diventare «una centrale islamica del centro-nord Italia». Il capogruppo di LpRa ricorda poi che attende ancora una risposta sulla proposta di un referendum consultivo, sospeso per le dimissioni del Difensore civico.
Fonte: Corriere Romagna

I lavori che gli italiani non vogliono più fare: togliere i posti a vecchi e bambini nelle tendopoli
(22.05.2012) Attimi di tensione questa notte al tendone della Protezione Civile di Finale Emilia, dove in queste ore trovano riparo ancora decine di persone in attesa di una sistemazione nelle tende. Questa notte, c’e’ stata una discussione animata tra un gruppo di persone di origine straniera, in particolare maghrebini, e gli operatori della Protezione civile. “I letti arrivavano a singhiozzo – conferma un operatore – e li davamo prima ad anziani e bambini. Loro si sono sentiti esclusi, e c’e’ stata una discussione, per fortuna subito placata”. Sono ore di sofferenza, a Finale Emilia, mentre la pioggia continua incessante e si corre contro il tempo per dare un tetto, seppur precario, agli sfollati.”
Fonte: Imola Oggi

La Siria e i farisei dell’Occidente
(25.05.2012) Aleppo (AsiaNews) – “Ci sono forze straniere che non vogliono la pace in Siria. Il Paese è ormai preda di guerriglieri provenienti da Tunisia, Libia, Turchia, Pakistan e altri Stati islamici. Armi e denaro passano attraverso i confini e alimentano questa spirale di violenza”. È quanto afferma ad AsiaNews mons. Giuseppe Nazzaro, vicario apostolico di Aleppo. “I Paesi occidentali non fanno nulla di concreto per fermare il conflitto – sottolinea – essi non hanno a cuore il destino del popolo siriano, che oltre alla guerra fra esercito e ribelli subisce anche l’embargo economico”. Mons. Nazzaro racconta che in tutto il Paese iniziano a scarseggiare medicinali, carburante, gas. Nelle province più colpite dagli scontri, manca tutto ed è difficile per la popolazione sopravvivere, soprattutto se si protrarrà ancora questa situazione di tensione.(…)
Asia News

La Bocconi di Monti: sconto da 600mila euro sull’Imu
(25.05.2012) Quesito per i lettori (ma non solo): è giusto che un’università privata come la Bocconi non paghi l’Ici, quando i cittadini dovranno fare i conti con tassazioni lacrime e sangue, anche sulla prima casa? Mentre la giunta dei gabellieri Pisapia-Tabacci lavora di lima per definire i dettagli del bilancio di previsione 2013 che verrà approvato questa mattina in giunta, la blasonata università aspetta che la giustizia faccia il suo corso sul contenzioso aperto con il Comune di Milano per quattro anni di mancato pagamento dell’Ici sugli alloggi universitari. L’amministrazione arancione ha fissato l’aliquota Imu allo 0,4% sulla prima casa e allo 0,8 per la seconda: una gabella che se terrorizza da mesi i cittadini non tange minimamente gli atenei, pubblici o privati poco importa, che godono delle esenzioni previste dalla legge 504 del 1992. (…) Lascia perplessi il fatto che dei 1.400 posti letto disponibili nelle 5 residenze per studenti, che vengono affittate da 3.150 euro a 7.650 l’anno a seconda delle fasce di reddito, non siano considerate strutture a scopo di lucro. Ampia la scelta: si va singole con bagno privato o in condivisione, tutte arredate con letto, scrivania, armadio, e tutti i comfort (frigo, cassaforte, aria condizionata e connessione internet) a stanze in appartamenti da quattro a monolocali. (…). Così come suona quanto meno strano che delle cinque case dello studente, che rientrano nella stessa esenzione, l’amministrazione si sia interessata solo a quella di via Spadolini. «L’università Bocconi – la replica ufficiale- non ha versato l’Ici solo sugli edifici per i quali, ai sensi dell’art.7 D.Lgs. 504/92, ritiene di aver diritto all’esenzione. Il contenzioso in corso con il Comune di Milano riguarda, per gli anni 2002-2006, solo uno dei pensionati dell’università, peraltro in tutto e per tutto analogo agli altri. I giudici tributari si sono sempre espressi riconoscendo tale diritto, tanto che è il Comune soccombente ad aver appellato in Cassazione tutte le precedenti sentenze a esso sfavorevoli».
Fonte: Il Giornale

Quando gli immigrati ti rendono la vita impossibile
(27.05.2012) Nablus (Cisgiordania – Un colono israeliano ha sparato e ferito un palestinese ieri in scontri avvenuti nel villaggio di Oref (Nablus), divampati dopo che un gruppo di settler aveva dato fuoco ai campi coltivati palestinesi. Najeh al Safadi, 22 anni, è stato ammanettato da una guardia dell’insediamento colonico di Yitzhar, una roccaforte della destra ultranazionalista, che lo ha gettato a terra e gli ha sparato, secondo il resoconto dell’accaduto fatto da alcuni testimoni palestinesi. Altri coloni lo hanno preso a calci, ha aggiunto un parente di al Safadi. Il giovane è stato salvato dagli abitanti del villaggio che lo hanno portato all’ospedale Rafidia di Nablus. I testimoni hanno raccontato che ieri mattina 25 coloni, molti dei quali armati, hanno appiccato il fuoco ai campi di grano e a un oliveto vicino alla scuola di Oref, e hanno aperto il fuoco contro coloro che cercavano di spegnere l’incendio. In totale otto palestinesi sono rimasti feriti e quattro di loro sono stati ricoverati in ospedale, riferisce l’agenzia di stampa palestinese Ma’an. Un portavoce militare israeliano ha confermato che un colono ha sparato e ferito un palestinese e affermato che è stata aperta un’inchiesta. I palestinesi però nutrono forti dubbi rispetto alla “imparzialità” delle forze armate di occupazione. Un filmato diffuso qualche giorno fa sembra provare per le connivenze tra i soldati israeliani e i coloni ebrei in Cisgiordania. Nel video si vede un colono che spara e ferisce un palestinese senza che i militari accanto a lui muovano un passo per fermarlo. Raid e atti di violenza dei coloni israeliani a danno degli abitanti palestinesi della Cisgiordania sono aumentati vertiginosamente negli ultimi due anni, come denuncia anche un recente rapporto europeo sulla situazione nei Territori occupati.
Fonte: Nena News Globalist