2022 Comunicati  03 / 11 / 2022

La vittoriosa campagna militare dei pontifici nel 1867

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n 84/22 del 3 novembre 2022, San Giusto

La vittoriosa campagna militare dei pontifici nel 1867

Ricordiamo le vittorie dell’esercito pontifico nella campagna militare dell’Agro romano svoltasi nel 1867, culminata con la vittoria di Mentana del 3 novembre, con la prefazione al libro di Roberto Di Nolli, MENTANA (Bardi Editore, Roma 1965).

Pubblichiamo inoltre l’elenco dei caduti degli Zuavi pontifici tratto dal libro di  Francesco Maurizio di Giovane, Gli Zuavi Pontifici e i loro nemici (Solfanelli Editore, 2020).

1) La prefazione al libro MENTANA di Roberto Di Nolli

Mentana è solo un piccolo borgo a poche miglia da Roma. Un secolo fa in questa insignificante località si scontrarono due forze molto importanti nella storia d’Italia e dell’Europa.

Una rappresentata dal mondo della «provincia italiana», soprattutto settentrionale, che tendeva ad unificare con la conquista di Roma i due tronconi della penisola, il nord commerciale e il sud agricolo. L’altra rappresentata dai difensori della «Città Universale», che male si adattava a trasformarsi da capitale di tutto il mondo cattolico a capitale di un piccolo regno con le finanze in dissesto, ora sotto l’influenza della Francia di Napoleone III ora sotto quella della Germania di Bismarck.

E assieme queste due forze si appoggiavano a due potenti ideologie. I «garibaldini» rappresentavano infatti la punta avanzata del laicismo, che aveva nella Massoneria il suo concetto più alto e più esteso, i « papalini », che rappresentavano gli ultimi «Crociati», non più per la conquista del Santo Sepolcro o per la guerra agli «infedeli», ma impegnati nella difesa del Patrimonio stesso di San Pietro, così come era stato concepito sin dai tempi in cui papa Gregorio II aveva ricevuto i primi « castelli » dai re longobardi.

E in mezzo a questi due contendenti s’inserisce la inevitabile « terza forza », quella della Francia, che agisce come suprema moderatrice, anche se divisa a sua volta fra correnti clerico-conservatrici e radicali-massoniche, minata all’interno da profondi squilibri economici, isolata nella politica estera. E a Mentana l’intervento francese si mostra cauto, prudente, quasi simile ai nostri giorni a quello dei «caschi blu» dell’O.N.U., a Cipro o nel Congo e degli americani nel Vietnam del Sud e a Santo Domingo.

La leggenda dell’intervento decisivo dei francesi per «salvare il Papa», degli chassepot, che a detta del comandante de Failly avrebbero «fatto meraviglie», sarà subito e per molto tempo dopo Mentana, l’argomento più sfruttato dalla propaganda risorgimentale e post-risorgimentale, sia per attenuare le conseguenze della disfatta garibaldina, e della mancata insurrezione romana, sia per screditare l’esercito pontificio che in occasione di tutta la « campagna » dimostrò un alto spirito bellico e non comune valore.

E insieme a questi elementi vengono ad aggiungersi il dissidio politico nelle file dei rivoluzionari sui metodi per condurre a fondo la « Marcia su Roma », e la debolezza del governo italiano ondeggiante come sempre fra Destra e Sinistra, fra prudente non intervento e avventatezza politica.

Così ne risultò anche un grave indebolimento della autorità dello Stato, che se in un primo tempo favorì, specialmente per la presenza di Urbano Rattazzi, la formazione di « bande irregolari », poi si vide costretto, dopo la formazione del Ministero Menabrea, a fare marcia indietro, sconfessando i volontari e scrollandosi di dosso ogni responsabilità. E per arrivare a Roma l’Italia ufficiale dovette attendere la grande occasione della guerra franco-tedesca e della sconfitta francese a Sedan.

E la Chiesa Romana, malgrado Mentana, malgrado Porta Pia ha continuato sempre in Roma a rappresentare un’autorità che trascende i confini del Regno d’Italia e della Repubblica Italiana, mentre ideologicamente lottò e sta ancora lottando tenacemente e con i mezzi talvolta più disparati e sconcertanti alla riconquista delle coscienze dei suoi avversari di ieri e di oggi.

 2) Elenco degli Zuavi Pontifici morti nella campagna militare del 1867

Bagnorea. Pietro Niccolò Heykamp, olandese, zuavo.

A Farnese. Emmanuele Dufournel, francese, sottotenente.

A Montelibretti. Arturo Guillemin, francese, tenente. Urbano de Quélen, francese, sottotenente. Augusto Delalande, francese, sergente. Alfredo Collingridge, inglese, caporale. Uberto Mercier, belga, caporale. Odoardo De Roeck, belga, zuavo. Goffredo Van Ravenstein, olandese, zuavo. Francesco Martinacci, francese, zuavo. Pietro Jong, olandese, zuavo. Giovanni Crone, olandese, zuavo. Leopoldo de Coester. belga, zuavo. Antonio Bongenaard, olandese, zuavo. Domenico Ciarla, italiano. zuavo. Antonio Otten, olandese, zuavo. Enrico Scolthen, olandese, zuavo. Enrico Bakker, olandese, zuavo.

A Monte Rotondo. Giacomo Schrama, italiano, zuavo.

A Roma. Pietro Rius de Torralba, spagnolo, sergente. Enrico de Foucault, francese, zuavo. Diodato Dufournel, francese, capitano. Antonio Huygen, francese, zuavo. Alessio Desbordes, francese, caporale. Luigi Carrey, francese, caporale. Emilio Claude, francese, zuavo. Giacomo Poggi, italiano, tromba, zuavo. Cesare Desideri, italiano, zuavo. Pietro Mancini, italiano, zuavo. Federico Dietfurt, francese, zuavo. Andrea Portanova, italiano, zuavo. Domenico Tartavini, italiano, tromba, zuavo. Fortunato Chiusaroli, italiano, tromba, zuavo. Oreste Soldati, italiano, tromba, zuavo. Luigi Flamini, italiano, tromba, zuavo. Carmine Carletti, italiano, tromba, zuavo. Giuseppe Cerasani, italiano, tromba, zuavo. Vittore Viochot, francese, zuavo. Giovanni Devorscek, italiano, caporale. Antonio Partel, tirolese, zuavo. Orlando Larroque, francese, zuavo. Francesco Miranda, italiano, zuavo. Michelangelo Mancini, italiano, tromba, zuavo. Stefano Melin, francese, zuavo. Giovanni Lanni, italiano, tromba, zuavo. Nívola Silvestrelli, italiano, tromba, zuavo. Federico Cornet, belga, zuavo. Edmondo Robinet, francese, zuavo.

A Mentana. Alessandro de Veaux, francese, capitano. Carlo D’Alcantara, belga, tenente. Alessandro de Retz, francese, sergente. Luigi Loirant, francese, sergente. Pietro Guérin, francese, sergente. Enrico Pascal, francese, sergente. Giuseppe Rialan. francese, sergente Eduardo Van Bambost, olandese, zuavo. Gerardo Erstemeyer, olandese, zuavo. Giulio Henquenet, francese, zuavo. Maturino Guillermic, francese, zuavo. Giuliano Watts Russel, inglese, zuavo. Enrico Van den Dungen, olandese, zuavo. Edmondo Lalande, francese, zuavo. Agostino Guilmin, belga, zuavo. Enrico Rohmer, olandese, zuavo. Enrico Van Hooren, olandese, zuavo. Giovanni Maes, belga, zuavo. Everardo Haburg, tedesco, zuavo. Giovanni Sauér, tedesco, zuavo. Giovanni Zandvliet, olandese, zuavo. Ivone Jaffrenon, francese, zuavo. Giacomo Melkert, olandese, zuavo. Elia Chevalier, francese, zuavo. Valeriano d’Erp, belga, zuavo. Cornelio Pronck, olandese, zuavo. Giovanni Leton, francese, zuavo. Pietro Tabardel, francese, zuavo. Enrico Matthys, francese, zuavo. Giovanni Moeller, belga, zuavo. Leone Bracke, belga, zuavo. Giovanni Ulemminx, olandese, zuavo. Simone Franken, olandese, zuavo. Giovanni Meire, belga, zuavo. Paolo de Doyen, francese.

Francesco Maurizio di Giovane, Gli Zuavi Pontifici e i loro nemici, Solfanelli Editore, 2020.
http://www.edizionisolfanelli.it/glizuavipontifici.htm