La grotta dell’arresto Gesù al Getsemani

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 29/21 del 26 marzo 2021, Madonna Addolorata

La grotta dell’arresto Gesù al Getsemani

Nella valle del Cedron, a pochi passi dalla Basilica dell’Agonia, verso nord, attigua quasi alla Tomba della SS. Vergine, vi è la Grotta del tradimento e dell’arresto di Gesù. Era il luogo, come narra il Vangelo, ove abitualmente Gesù, durante i suoi soggiorni a Gerusalemme, si ritirava coi suoi Apostoli per dividere con essi il pasto frugale e riposarsi durante la notte. Si può quindi considerare come la sua casa a Gerusalemme.

In questa Grotta Gesù condusse per l’ultima volta gli undici Apostoli dopo l’ultima cena. Qui lasciati gli otto, prese con sè Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse poco lontano, verso mezzogiorno, tra gli ulivi, dove in parte furono testimoni della sua agonia. Dopo la terza preghiera nell’orto, Gesù fece ritorno alla Grotta coi tre prescelti; lì venne tradito da Giuda e abbandonato in mano dei suoi nemici.

Questa Grotta, santificata tante volte dalla presenza di Gesù e degli Apostoli, fin dai primi secoli della Chiesa, fu un luogo di predilezione per i fedeli, che la circondarono della venerazione più profonda. Solenni peregrinazioni e grandi funzioni liturgiche vi compivano il clero e i fedeli di Gerusalemme, come attesta S. Silvia nel 288.

Ancor oggi è una delle mete preferite dalla pietà dei pellegrini, che visitano il Paese di Gesù. È l’unico monumento che abbia conservata intatta la sua primitiva fisionomia, quella che aveva al tempo di Gesù. Le pitture che ornavano una volta le sue ineguali pareti son quasi del tutto scomparse; e il mosaico che tappezzava il pavimento ha lasciato soltanto qualche traccia. In ogni punto apparisce la roccia con gli stessi contorni e con lo stesso aspetto che presentava nell’ultima notte che accolse Gesù.

Al tempo di N. S. si saliva a questa Grotta, che era rischiarata dalla luce che filtrava dall’entrata. Dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70 e per le rovine accumulate dalle invasioni dei secoli seguenti, il livello del terreno intorno alla Grotta si è notevolmente alzato, tanto che oggi vi si scende per una scala di nove gradini, e per rischiararla fu necessario aprire un foro nel soffitto roccioso, che è sostenuto da tre pilastri naturali e da tre altri in muratura.

Fin dal 1392 il P. Custode di Terra Santa ottenne dall’Autorità civile turca il diritto esclusivo ai Francescani di celebrarvi i divini misteri, come si pratica ancor oggi.

La Grotta, rischiarata da numerose lampade votive, ha una forma irregolare, lunga metri 17, larga 9 e alta 3,50. Racchiude quattro altari; quello appoggiato alla parete sinistra entrando è dedicato all’Assunzione della SS. Vergine. Esso gode tutte le indulgenze concesse alla Tomba della Madonna da quando nel 1757 i Francescani furono cacciati dalla vicina Basilica dell’Assunzione di Maria, e non fu loro più permesso di scendervi a celebrare le funzioni religiose.

All’ imboccatura di questa Grotta avvenne il tradimento di Giuda; qui gli sgherri mandati da Caifa, condotti dal traditore, arrestarono il Redentore Divino. La proprietà è dei Francescani ; nessun altro rito vi può celebrare. Durante l’anno essa è meta di numerose peregrinazioni; solennissima è quella che ha luogo il 15 Agosto, festa dell’Assunzione di Maria al Cielo.

Un senso di profonda commozione invade il cuore di chi entra in questa Grotta, e pare che la preghiera sgorghi più spontanea dal labbro qui, dove Gesù tante volte parlò ai suoi Apostoli della bontà del Padre celeste, della sua misericordia.

Almanacco di Terra Santa pel 1937, Tipografia dei PP. Francescani, Gerusalemme, pagg. 30-31.