I brecciaioli del 20 settembre: la famiglia Segre
Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
I brecciaioli del 20 settembre: la famiglia Segre
Nel reparto ebraico del cimitero di Chieri (Torino) si trova la tomba di Giacomo Segre (1839 – 1894), capitano d’artiglieria dell’esercito italiano che partecipò alla battaglia di Roma del 20 settembre 1870. Fu l’ufficiale ebreo a ordinare di aprire il fuoco che provocò una breccia nella Mura Aureliane a 100 metri da Porta Pia. I suoi correligionari festeggiarono insieme alla breccia l’abbattimento delle porte del ghetto. La “liberazione” degli israeliti coincise con la prigionia di fatto del Sommo Pontefice all’interno del complesso del Vaticano.
Il padre del capitano Giagomo Segre, Roberto Segre (1872 – 1936), divenne generale, mentre il nipote Bruno Segre (1918 – 2024) fu un famoso avvocato, partigiano di Giustizia e Libertà, massone del Grande Oriente d’Italia, attivista della battaglia per il divorzio con il deputato Loris Fortuna, socialista e radicale. All’età di 104 anni chiese per l’ennesima volta, nella sala comunale di Torino, di rimuovere i crocifissi dalle aule e dai luoghi pubblici.

