2025 Comunicati  24 / 11 / 2025

Due libri (seri) sulla teoria evoluzionista

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 77/ 25 del 25 novembre 2025, San Giovanni della Croce

Due libri (seri) sulla teoria evoluzionista

L’evoluzionismo (o, come si diceva una volta, il trasformismo) non è solamente una teoria scientifica sull’origine delle specie viventi, ma, almeno di fatto, e per la maggior parte delle persone, una sorta di “catechismo” materialista e una alternativa alla fede cristiana in un Dio creatore. Basti, per dare un esempio, consultare la voce “evoluzionismo” (appartenente alla categoria “laicità”) del sito dell’UAAR (Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti) che, assieme alla propria rivista, L’Ateo, promuove in tutt’Italia i “Darwin Day” contro il “mito” della Creazione.

Inutile dire che gli Atei-Agnostici-Razionalisti combattono la Chiesa, non senza però mostrare un poco di interessata simpatia verso “san” Giovanni Paolo II: “La Chiesa cattolica ha impiegato molto tempo per giungere a patti con l’evoluzionismo. Ancora nel 1950, l’allora pontefice Pio XII, all’interno dell’enciclica Humani Generis, metteva sullo stesso piano creazionismo ed evoluzionismo, attaccando duramente quest’ultimo e ribadendo, nel contempo, l’esistenza storica di Adamo e il suo ruolo di progenitore, e quindi di diffusore del peccato originale. (…)

Passi avanti sono stati fatti solo con il messaggio che Karol Wojtyla inviò, il 22 ottobre 1996, alla Pontificia Accademia delle Scienze. Pur partendo dalla Humani Generis, il pontefice riconosceva che l’evoluzionismo era diventato ormai qualcosa di più che una mera ipotesi: anche se accennava a “teorie” dell’evoluzione, anziché di una sola teoria, e questo perché esistono «letture materialiste e riduttive e letture spiritualistiche. Il giudizio è qui di competenza propria della filosofia e, ancora oltre, della teologia». Il papa non specificava come i teologi potessero fornire giudizi competenti in materie scientifiche”.

Questa recensione intende limitarsi, pertanto, al punto di vista esegetico e teologico della questione, e più particolarmente a quello patristico. In altri termini, ci chiediamo se è possibile una lettura “evoluzionistica” del racconto scritturale della Creazione, grazie alla quale si potrebbero conciliare la Divina Rivelazione e la teoria darwinista, come pretendeva Giovanni Paolo II. Pio XII, nell’enciclica Humani generis già citata, chiariva essere verità di Fede rivelate il “monogenismo” (ovvero la discendenza di tutto il genere umano da una prima coppia, tramite la quale è stato trasmesso il peccato originale) e la diretta creazione dell’anima da parte di Dio, mentre riservava alla Chiesa la decisione su di un’altra questione: l’infusione dell’anima creata da Dio in una materia organica o in una materia inorganica: la prima ipotesi potrebbe conciliarsi – entro questi limiti – con la teoria evoluzionistica. A questo proposito sono stati recentemente pubblicati due libri (uno in italiano, l’altro in francese) che nel titolo abbiamo definito “seri”, il che non è sempre il caso nella letteratura anti-evoluzionistica, spesse volte influenzata da un fondamentalismo di origine protestante che influenza non pochi cattolici “tradizionalisti”.

Il primo volume è in realtà la ristampa di un testo del 1948 dell’esegeta e teologo Ernesto Ruffini, arcivescovo di Palermo (1945) e cardinale (1946); il nostro Centro Librario lo ha ristampato nel 2023 a cura di don Ugolino Giugni, ed è intitolato La teoria dell’evoluzione secondo la scienza e la Fede.

Il secondo volume, stampato anch’esso nel 2023 da Quentin Moreau éditeur, è opera di Anne-Edgar Wilke, già alunno della prestigiosa École normale supérieure: Regard de la foi sur l’évolution. L’origine de l’homme d’après les Pères de l’Église. Questi dopo un’introduzione sugli interventi del magistero ecclesiastico, esamina la testimonianza di 19 Padri della Chiesa, per concludere con la dottrina, al riguardo, di san Tommaso. L’autore, che purtroppo non conosce l’opera del card. Ruffini, presenta con autorevolezza il pensiero concorde e unanime dei Padri al riguardo. L’opera di Anne-Edgar Wilke merita di essere completata con la lettura della sua risposta alla rivista della Fraternità Vincenzo Ferrier, Sedes Sapientiæ (https:// foi-evolution.fr/blog/reponse-a-sedes-sapientiae/), fondata da padre Louis-Marie de Blignières. Già nel 2008, padre de Blignières aveva pubblicato un articolo (Un regard thomiste sur l’évolution, in Sedes Sapientiæ, n. 106) nel quale difendeva l’ipotesi concordista secondo la quale, nella creazione dell’uomo, Dio si sarebbe servito di una “materia organica pre-esistente” (ovvero il corpo di un animale). Nella stessa rivista (n. 166, dicembre 2023), padre Albert-Marie Crignion ha recensito il libro di Wilke sollevando varie obiezioni all’argomento patristico del Wilke, che quest’ultimo confuta brillantemente nella risposta su menzionata pubblicata nel suo sito. È interessante notare che sia padre de Blignières che padre Crignion intendano, in questo modo, difendere il “magistero” di “san” Giovanni Paolo II, ossia il “passo avanti” tanto gradito all’associazione degli Atei italiani.

Apparentemente, il fulcro della questione che divide ed oppone Wilke e padre Crignion, riguarda i criteri teologici per valutare se sussiste, sulla questione, un consenso unanime dei Padri tale da poter essere considerato una eco della divina Rivelazione, oppure no; la questione è delicata, in effetti, e il lettore potrà valutare gli argomenti pro e contro leggendo la risposta di Wilke alla recensione di padre Crignion. In realtà, però, il fulcro della questione è solo “apparentemente” quello del valore del consenso (moralmente) unanime dei Padri; il vero motivo che muove padre Crignon alla critica della tesi di Wilke (che poi è anche quella del cardinal Ruffini) è un altro: la difesa dell’insegnamento di Giovanni Paolo II secondo il quale l’evoluzionismo non è più una mera ipotesi, ma una certezza scientifica. Wilke ha buon gioco nel ricordare a padre de Blignières e ai suoi confratelli i numerosi e autorevoli scritti che lo stesso padre de Blignières, quando era ancora seguace della Tesi di Cassiciacum, pubblicò contro la dottrina di Giovanni Paolo II, prima di aderire al m.p. Ecclesia Dei di wojtyliana memoria. Al contrario della Fraternità San Pio X (versione Écône o versione Resistenza, poco conta) per padre de Blignières “riconoscere” (la legittimità degli occupanti della Sede Apostolica) non va assieme a “resistere”, ma a obbedire, com’è normale che sia: anche a costo di annoverare a capostipite della nobile famiglia Le Barbier de Blignières un orango o uno scimpanzé.

Quanto a noi, non avendo tali antenati, né quel “santo” nel calendario, non possiamo che raccomandare l’opera di Ruffini al lettore italiano e quella di Wilke al lettore di lingua francese.

don Francesco Ricossa