Terra Santa – Coloni ebrei picchiano un prete armeno a Gerusalemme

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 49/21 del 21 maggio 2021, San Valente

Terra Santa – Coloni ebrei picchiano un prete armeno a Gerusalemme

L’aggressione del prete armeno scismatico da parte di un gruppo di giovani coloni, nella Città Vecchia di Gerusalemme, è un gravissimo campanello d’allarme per la minoranza cristiana.
Da anni i cristiani sono il bersaglio degli ebrei ortodossi, che sputano davanti ai preti che incrociano nei vicoli di Gerusalemme. I coloni sono più pericolosi perché sono abituati a utilizzare la violenza fisica nei confronti dei palestinesi, cristiani o musulmani che siano.
Come abbiamo già scritto in altre occasioni, il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello stato israeliano da parte di Donald Trump e l’assenza delle consuete migliaia di pellegrini cristiani in Terra Santa, hanno ringalluzzito la teppaglia dei coloni – longa manus governativa – che preme sempre più minacciosamente sulla città.
L’esproprio delle abitazioni di palestinesi nel quartiere di Sheikh Jarrah, a ridosso della Città Vecchia, per consegnarle a famiglie di coloni, è stata la miccia che ha fatto scatenare la guerra. I coloni degli insediamenti illegali, violenti e impuniti, che negli ultimi anni hanno colpito ripetutamente delle chiese e dei conventi in Galilea e in Giudea, ora stanno puntando su Gerusalemme.
Quindi mentre Matteo Salvini, Simone Pillon, Silvana De Mari et similia (tra cui “Corrispondenza Romana”, l’agenzia che si rifà nel titolo alla gloriosa testata del “Sodalitium Pianum”: mons. Umberto Benigni si rivolta nella tomba!) sostengono il sionismo, nella terra di Gesù i sionisti attaccano i cristiani, con la speranza di ultimare la pulizia religiosa iniziata dai loro predecessori.
I toni particolarmente severi utilizzati in questi giorni dal Patriarcato latino nei confronti delle autorità israeliane, sono un indice della profonda preoccupazione che serpeggia tra le comunità dei cristiani di Gerusalemme. Dopo il prete armeno, chi saranno le prossime vittime dello squadrismo sionista?

A Gerusalemme aggredito un prete armeno

Sere fa un religioso armeno è stato percosso da un gruppo di giovani ebrei che l’hanno mandato in ospedale. Alcuni dei colpevoli sono stati arrestati. Il Patriarcato armeno di Gerusalemme chiede di contrastare il ripetersi di simili atti.

Un piccolo episodio di cronaca minore, a margine della guerra che sta creando nuovi lutti e devastazioni nella Striscia di Gaza e in Israele. Siamo a Gerusalemme. Mentre si sta recando alla basilica del Santo Sepolcro nel cuore della notte tra il 17 e il 18 maggio, un sacerdote armeno viene aggredito da «giovani ebrei». Ne dà notizia il Patriarcato armeno di Gerusalemme – il cui quartiere confina con il quartiere ebraico della città vecchia – con una dichiarazione diffusa il 19 maggio. La curia patriarcale condanna «con fermezza» l’attacco, che definisce «violento»: il sacerdote armeno ha riportato alcune ferite e ha dovuto essere portato in ospedale dove ha ricevuto le cure necessarie per poi essere dimesso.

La “chiesa apostolica armena” in Terra Santa ha sporto denuncia alla polizia israeliana. E senza mezzi termini, «esige» che sia condotta «un’indagine imparziale». Tre degli aggressori sono stati individuati e tratti in arresto. Il Patriarcato chiede che siano puniti in modo esemplare «per evitare che simili incidenti si ripetano in futuro».

Attacchi non rari

L’ufficio stampa del Patriarcato non ha potuto confermare se l’aggressione sia in qualche modo riconducibile alle tensioni di queste ultime settimane a Gerusalemme. I motivi degli aggressori non siano noti, mentre è noto che questo genere di incidenti si sono già ripetuti più volte in passato. Abitualmente il Patriarcato armeno non si esprime sull’argomento. Solo in casi molto seri esce dal suo consueto riserbo.

È accaduto nel giugno 2019, dopo un alterco tra i suoi seminaristi e giovani ebrei che li avevano provocati bersagliandoli con sputi e insulti. In quell’occasione il Patriarcato non esitò ad alzare la voce, fornendo una versione dei fatti che confutava i resoconti giornalistici. Colse l’occasione per ribadire che «gli armeni sono persone rispettose della legge e della pace, persone che amano tutti coloro che vivono a Gerusalemme». Si disse anche profondamente colpito da certi atti, e denunciò ogni forma di insegnamento anticristiano in Israele.

Anche i religiosi di altre comunità cristiane, come i francescani e i benedettini che abitano nell’area di Sion, attigua al quartiere armeno della città vecchia, hanno subito negli ultimi anni gesti di odio come sputi, graffiti offensivi o incendi nei loro luoghi di culto. Anche questa è Gerusalemme. (L’ultimo atto vandalico: https://www.terrasanta.net/2020/12/un-atto-di-vandalismo-incendiario-al-getsemani/ ).

https://www.terrasanta.net/2021/05/a-gerusalemme-aggredito-un-prete-armeno/