20 settembre: l’eresia protestante s’è desta
Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 59/25 del 23 settembre 2025, San Lino
20 settembre: l’eresia protestante s’è desta
“Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha preso parte alla cerimonia in occasione dei 130 anni dall’inaugurazione del Tempio della Chiesa metodista di Roma, in Via XX Settembre. Hanno aperto l’evento gli indirizzi di saluto di Alessandra Trotta, Moderatora della Tavola valdese, Luca Anziani, Presidente dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia e Mirella Manocchio, Pastora della chiesa locale” (Fonte: https://www.quirinale.it/elementi/140639).
Il comunicato dell’ufficio stampa del Quirinale (residenza papale occupata dal 2 luglio 1871 dallo stato italiano) informa della visita di Sergio Mattarella al tempio metodista di Roma, accolto da una “moderatora” e una “pastora”, per festeggiare i 130 anni della fondazione. Il sito della setta metodista fornisce informazioni interessanti sulla sua presenza a Roma dopo il 20 settembre 1870, grazie al denaro statunitense (ma non si voleva liberare l’Italia dallo straniero?). Abbiamo messo in grassetto alcune frasi che riteniamo particolarmente significative.
I massoni (con l’annuale pellegrinaggio a Porta Pia) e i protestanti conoscono bene, e la celebrano, la natura anticattolica e antipapale del “risorgimento”, a differenza di tanti cattolici che osservano distrattamente queste cose per mancanza di una adeguata formazione dottrinale e storica. Per colmare questa lacuna rimandiamo alle lezioni tenute da don Francesco Ricossa alla sesta giornata per la regalità sociale di Cristo nel 2011: “ “Risorgimento: Massoneria e Protestantesimo all’assalto dell’Italia cattolica”.
I lezione: La Controriforma: sconfitta dell’eresia protestante in Italia
https://youtu.be/FVKgiEVXNcc?si=_ql4DF5nJqGPTI7k
II lezione: Il magistero dei Papi e la condanna del risorgimento
https://youtu.be/soLzCmvkd8o?si=VRL5XxHLCFKIrPF6
III lezione: La breccia del Vaticano II: il protestantesimo modernista nella Chiesa
https://youtu.be/Qg3hMdAnnRI?si=N4ysvUB9s01NVdqo
(…) Progetto di una sede metodista in Via XX Settembre
A seguito delle vicende politiche che portarono a compimento l’unificazione italiana e l’annessione di Roma al giovane Regno d’Italia, anche l
a chiesa metodista episcopale americana decide di iniziare nella penisola un’attività di predicazione. Era questo uno dei rami in cui il movimento di risveglio cristiano nominato “metodismo” e promosso nell’Inghilterra del ‘700 per opera di John Wesley, si era suddiviso alla fine di quel secolo e che aveva originato, negli appena costituiti Stati uniti d’America, una chiesa metodista staccata dalla Madre patria: d’altra parte, il Metodismo in Inghilterra conservava ancora lo stato fluido di movimento, senza costituire, come avvenne dopo qualche decennio, una chiesa alternativa a quella Anglicana. Nel 1873 il “Board of Foreign Mission” della Chiesa Metodista Episcopale inviava in Italia il pastore Leroy Monroe Vernon (1838-1896). Dopo essersi trattenuto per un anno a Modena e a Bologna per i primi contatti con la realtà italiana, nel 1874 decise di puntare direttamente su Roma, acquistando un locale in Piazza Poli, subito adibito a cappella.
Nel giro di pochi anni, altre numerose chiese, un gran numero di opere sociali fiorì in molte città, segno di notevoli mezzi a disposizione, uniti ad una particolare attenzione verso le esigenze del popolo italiano: nella sola Roma, nel 1883, viene inaugurato l’Istituto Metodista femminile e nel ’90 quello maschile; nel 1893 viene trasferita da Firenze la Scuola Teologica; seguono la casa di riposo per ex-preti, l’asilo Isabella Clark, e nel 1890 il prestigioso Istituto Crandon in via Veneto.
Occorreva perciò uno stabile dove insediare gli uffici amministrativi di tali attività, ai quali bisognava aggiungere la casa editrice “la Speranza” oltre che, ovviamente, un nuovo tempio. Proprio l’area dove sorgeva la chiesetta di S. Caio, lungo la via XX Settembre all’angolo con via Firenze, sembrava rispondere alle esigenze, tanto che il reverendo Willia Burt, nuovo responsabile dell’opera episcopale dopo Vernon, l’acquistò il 30 maggio 1891. La realizzazione del fabbricato richiedeva un’attenzione particolare proprio per il fatto che esso doveva concentrare i vari settori di lavoro dell’opera episcopale: il tempio, anzi due, uno italiano, l’altro americano, lungo via Firenze; la casa editrice; la Scuola Teologica ed il relativo convitto; gli alloggi dei professori; l’amministrazione generale. Il tutto sulla ragguardevole area di 1400 metri quadrati. (…)
5. L’inaugurazione del tempio
Finalmente i lavori hanno inizio, con alcune modifiche rispetto al progetto presentato. Nel settembre del ’93 viene posta la prima pietra dal vescovo Vincent; dopo otto mesi le fondazioni sono completate ed il 9 maggio 1894 viene posta la pietra del cantone alla presenza del vescovo Newmann. A due anni dalla posa della prilla pietra, il tempio viene inaugurato solennemente dal vescovo Fitzgerald il 20 settembre 1895.
Evidentemente quella data non fu casuale: essa segnava i primi venticinque anni da quando la città era stata riconsegnata, finalmente, all’Italia, anzi, al mondo intero, dopo secoli trascorsi sotto l’oppressione pontificia ed il corteo che quei giorno ripercorreva, lungo la Via XX Settembre, il tragitto già percorso dai bersaglieri venticinque anni prima esprimeva, oltre l’entusiasmo dei metodisti episcopali che inauguravano lungo quella via il loro tempio, anche quello dei molti evangelici presenti. Con i superstiti dei detenuti politici delle carceri pontificie, con gli esponenti di varie associazioni liberali, sono molti quelli che inneggiano agli evangelici a motivo della “libertà di coscienza”.
Non sarà inutile riportare alcune righe da “l’Evangelista”, settimanale metodista episcopale, dove nel numero del 20 settembre 1895 la coincidenza dei due avvenimenti sembra essere assunta a livello di paradigma storico. Infatti, dopo la presentazione del nuovo tempio da parte del pastore Felice Dardi ed il saluto della comunità italiana di Filadelfia, nell’articolo “Il nuovo Tempio e il XX settembre”, Costantino Tollis così scrive:
“Sembrerebbe a primo aspetto non esservi relazione alcuna fra l’inaugurazione di un tempio evangelico e la celebrazione solenne della presa di Roma per le armi italiane, tornata cosi capitale d’Italia. Tuttavia, chi ben guardi, la relazione vi è, e più stretta ed intima di quello che potrebbe avvisarsi da men avveduto osservatore. Roma, infatti, decadde per l’abbandono del concetto evangelico che trasmutò nel concetto papale. E se il 20 Settembre risorse essa lo deve al ritorno del concetto evangelico (…) La data del 20 Settembre ha il significato storico di aver coronata la libertà ed unità italiana col far nostra la capitale dei Papi. (. . .) trescando col Vangelo del Vaticano si torna al Medio-evo, a servitù e al disfacimento dell’Italia: che se voi festeggiate questo avvenimento solenne, lo dovete ai princìpi che da questo tempio si proclamano, a quel Cristo che in questo tempio si annunzia e si adora.
Nello stesso numero, Giovanni Battista Gattuso scriveva violentemente sulla “Caduta di Babilonia”, mentre il pastore Vittorio Beni paragonava l’umiliante Enrico IV a Canossa con l’esaltante ingresso di Vittorio Emanuele II a Roma attraverso la celebre breccia. Potrà apparire strano che stati d’animo cosi accesi fossero ancora presenti in molti evangelici italiani: dopotutto, Roma era stata tolta al papa ed una certa libertà era garantita. Eppure, proprio quelle situazioni portavano ancora a fiere contrapposizioni, giacché la tanto auspicata Riforma del popolo italiano non trovava realizzazione a causa di quella pesante “mentalità cattolica” così dura a morire, mentre gli episodi di intolleranza che ancora si manifestavano verso gli evangelici erano il segno di quella “spada di Damocle” minacciosa sul loro capo e dovuta ad una libertà di coscienza non completamente garantita.(…)
https://www.metodistiroma.it/2025/09/22/la-visita-del-presidente-cornice-di-un-patto

