2013 Comunicati  31 / 01 / 2013

Rassegna stampa del 31.01.2013

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 11/13 del 31 gennaio 2013, San Giovanni Bosco

Rassegna stampa del 31.01.2013 (i titoli sono redazionali)

siccita

Rapimenti di cristiani in Siria: drammatiche testimonianze
Non ci sono solo i morti nei bombardamenti e negli attacchi delle milizie nella tragedia della Siria. Un dramma nascosto in questa situazione ormai totalmente fuori controllo sono i rapimenti a scopo di estorsione. Il sito dell’Oeuvre d’Orient, una storica realtà francese attiva nell’aiuto ai cristiani d’Oriente, ha raccolto una serie di testimonianze di alcuni cristiani che hanno vissuto questo incubo e fortunatamente sono poi stati rilasciati.. “È una pratica – spiegano all’Oeuvre d’Orient – che aumenta giorno per giorno, facendo crescere l’inquietudine tra le famiglie, gli amici, le parrocchie e la popolazione civile, anche nelle zone finora risparmiate dai combattimenti. Si ha paura di uscire di casa da soli anche solo per andare al lavoro, a scuola, in chiesa. Una volta rilasciate le vittime di solito si rifugiano nel silenzio. Noi invece abbiamo potuto raccogliere qualche testimonianza discreta”.
– B.T. 42 anni, padre di cinque figli, commerciante di legumi. È stato rapito una sera, davanti al suo negozio, è stato bendato e chiuso nel bagagliaio di una macchina. Ha trascorso quattro giorni senza vedere il sole, alimentato solo a pane e acqua. Si preparava a morire e ha trascorso il tempo a pregare e a pensare a Gesù abbandonato sul Monte degli Ulivi. Dal suo rilascio B.T. è sempre più convinto dell’importanza della fede cristiana. Non lascia più la chiesa, invita tutti al pentimento e alla meditazione della Sacra Scrittura, ha sempre il Rosario in mano.
– S.D. 28 anni, idraulico: “Prima ero poco impegnato religiosamente. Il sequestro mi ha cambiato la vita: ora leggo il Vangelo, non dico più parolacce e prego il Rosario con il cuore”.
– G.S. 31 anni: “Sotto tortura ho avvertito quanto fossero preziose le sofferenze di Cristo Salvatore…”
– Un altro che ha visto torturare suo figlio invece dice: ”Ho capito la sofferenza della Vergine Maria davanti alla sofferenza di suo Figlio. Nonostante la mia timidezza cronica, ho trovato le parole per difendere la croce e la mia fede, Maria mi ha sostenuto. Dite però ai cristiani che non c’è più posto in questo Paese e che devono partire”. (…)
Missionline

Sillogismo
In Russia si vieta la propaganda omossessuale davanti ai minori, con sanzioni che vanno dai 4.000 rubli (circa 100 euro) per i semplici cittadini sino ai 500.000 rubli (12.500 euro) per le organizzazioni.
In Siria invece l’Esercito siriano libero combatte contro il regime di Assad (alleato della Russia) per portare la libertà.
Dunque gli omosessuali russi potrebbero rifugiarsi in Siria: “quanto agli omosessuali: se sono sposati saranno lanciati da una rupe, i celibi invece saranno puniti con 100 frustate” (intervista al giudice della corte islamica di Darkush, Siria. Infatti, per chi non lo sapesse, nei villaggi siriani “liberati” si stanno insediando dei tribunali islamici per applicare la sharia)
Il Foglio

Valdo santo subito
23/1/2013 – “Dove c’è stata incomprensione e sofferenza, là ci siano riconciliazione e pace”. Sono queste le parole della lapide posta domenica 20 gennaio a Favale di Malvaro (GE), piccolo borgo dell’entroterra di Chiavari, per chiudere una storia di intolleranza che da 160 anni attendeva di essere sanata. Non c’è infatti protestante italiano che non conosca i Cereghino del Favale, famiglia di cantastorie che costituì nel paesino ligure una piccola ma significativa presenza protestante, in particolare valdese. I Cereghino che, nei loro spettacoli raccontavano le storie della Bibbia, vennero duramente perseguitati dai loro compaesani, tanto che l’allora parroco di Favale li denunciò per cospirazione contro la religione di Stato, accusa che pagarono con il carcere. Eventi lontani, rinnovati però ogni giorno dalle parole di una lapide eretta nel 1853 nel Santuario della Madonna del Rosario “a guardia del cattolico dogma, contro la qui intrusa valdese eresia”. E’ proprio sotto quella iscrizione che in una cerimonia, a cui hanno partecipato monsignor Alberto Tanasini, vescovo di Chiavari, il parroco di Favale, don Gianemmanuele Muratore, e Carlo Lucarini, rappresentante della chiesa battista di Chiavari (la chiesa evangelica che ha raccolto l’eredità dei Cereghino), è stata posta la nuova lapide. “L’idea di questo gesto storico è venuta da parte cattolica – spiega Carmine Bianchi, pastore a Chiavari fino allo scorso settembre: “Nel corso del 2012 la nostra chiesa a Chiavari ha celebrato il suo Centenario e questi ci ha riportati a Favale dove abbiamo incontrato don Muratore che ha da subito espresso il desiderio di un gesto di riconciliazione per chiudere quella brutta vicenda del passato”. Il vescovo Tanasini ha accolto la proposta e, cogliendo anche l’occasione del Cinquantennale del Concilio Vaticano II, ha presieduto alla cerimonia di posa della nuova lapide. (…)
Valdesi di Pignano

Torino snobba la rievocazione di Agnelli
24/1/2013 – Che belle le anticipazioni sui giornali di una Torino che si sarebbe stretta intorno alla famiglia Agnelli per ricordare l’Avvocato a 10 anni dalla morte. Che balle, tutte queste anticipazioni. Torino, alla commemorazione, non ha partecipato. La “Torino che conta”, quella che ha distrutto la città e l’ha privata di un futuro, era rinchiusa dentro un Duomo blindato e protetto da ingenti schieramenti di polizia. Fuori, al di là delle transenne, doveva sistemarsi il popolo. Di fonte ad un maxischermo. Sono arrivate poche centinaia di persone. Poco più di quelle che riuscirebbe ad attirare un comizio di Fini. Ed è tutto dire. Le folle immense che, 10 anni fa, avevano aspettato ore per rendere l’ultimo saluto al signore del jet set, non si son viste. Travolte dalla crisi, hanno capito di essere state prese in giro dai media locali. Hanno capito che Gianni Agnelli era un bluff, che i suoi successori se ne fregano della città e dei lavoratori. Hanno capito che le buffonate di Fassino sulla ripresa di Torino non hanno alcun rapporto con la realtà. E sono rimasti a casa. A fare i conti con la crisi disastrosa provocata dal grigiocrate Monti che, guarda la combinazione, è stato nel consiglio d’amministrazione della Fiat. A fare i conti con le decine di migliaia di posti di lavoro distrutti dall’Avvocato e dai suo manutengoli. A fare i conti con la disoccupazione, con la povertà. Mentre loro, gli oligarchi, fingevano di pregare in Duomo e si limitavano a passare in rassegna presenze ed assenze. Non c’era Margherita Agnelli, tanto per chiarire. La figlia dell’Avvocato presa in giro dai parenti e dalla corte del padre. E perché mai avrebbe dovuto prender parte alla farsa? Per incontrare i Gabetti ed i Grande Stevens? Per fingere una cordialità che non può esserci? Ed allora il tout Turin si chiude in chiesa e lascia fuori quel popolo che, finalmente, comincia ad esser stufo di far da comparsa alla messe in scena degli oligarchi. Solo un piccolo passo. Ma significativo. Il prossimo potrebbe essere meno pacifico.
Girano Blog

Giovani Turchi
24/1/2013 – Protesta ufficiale del Consiglio della Casa Armena di Milano – Con stupore e sgomento apprendiamo che un gruppo del PD – Partito Democratico ha preso nome “Giovani Turchi”. La scelta di chiamare “Giovani Turchi” una corrente di partito che si definisce democratico è un gravissimo insulto a tutta la società civile e non solo alla diaspora armena scampata al genocidio ideato e attuato dai “Giovani Turchi” nel 1915. La comunità di origine armena in Italia è già alla terza generazione, ci sentiamo profondamente offesi anche come cittadini italiani.
Associazione La Torre

Maroni e i fondi pubblici: più risorse per il memoriale ebraico
27/1/2013 – “Preservare la memoria perchè certi fatti non succedano più”. Lo afferma, a conclusione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria, Roberto Maroni segretario della Lega nord. Presente a Milano per l’inaugurazione del Memoriale sottolinea come quella di oggi sia una “giornata importante” e come “occorra ancora uno sforzo per completare il Memoriale di Milano che non è un museo perchè non riguarda il passato ma riguarda il futuro e le istituzioni devono impegnarsi per mettere a disposizione le risorse”.
Adnkronos

La purezza della razza
28/1/2013 – “Il Beitar è rimasto puro” ovvero senza musulmani, recita lo striscione esposto durante una partita dalla curva nazionalista e sionista. In particolare la protesta razzista vuole convincere i manager della squadra a non comprare due giocatori arabi a cui è interessata. Anche la Knesset, il Parlamento dello Stato ebraico, condanna con durezza lo slogan lanciato dai tifosi. “Immaginate cosa sarebbe accaduto se un club calcistico, in Inghilterra o in Germania, avesse annunciato che gli ebrei non possono giocare nella propria squadra” dichiara Rueven Rivlin, senatore del Likud.
Losai.eu

Ripetere gli errori passati: Scola e il mea culpa di Woityla
28/1/2013 – Custodire la memoria per evitare di ripetere gli errori passati ed edificare quindi anche il presente. Già ieri Benedetto XVI aveva rivolto questo invito ai fedeli riuniti in piazza San Pietro per l’Angelus, durante il quale, in occasione del “Giorno della Memoria”, ha ricordato le vittime dell’orrore nazista. Anche il cardinale Angelo Scola ha ribadito tale concetto, inaugurando ieri il Memoriale della Shoah, il nuovo spazio nella Stazione centrale di Milano dedicato “a quanti hanno avuto barbaramente strappata la vita nei campi di sterminio, sia ebrei, sia deportati politici”.(…) “Questo Memoriale – ha dichiarato il cardinale – Scola con le attività ad esso collegate, dice non solo per la nostra città, ma a tutto il Paese, che la memoria non è puro ricordo ma opera di edificazione del presente”. “Non mi sfuggono – ha proseguito – le responsabilità storiche di taluni figli della Chiesa di fronte alle tragiche ingiustizie compiute contro i membri del popolo ebraico”. Il porporato ha quindi ricordato le parole del Beato Giovanni Paolo II, quando, nella storica visita al Mausoleo di Yad Vashem a Gerusalemme, affermò con grande chiarezza: «La Chiesa cattolica, motivata dalla legge evangelica della verità e dell’amore e non da considerazioni politiche, è profondamente rattristata per l’odio, gli atti di persecuzione e le manifestazioni di antisemitismo dirette contro gli ebrei da cristiani in ogni tempo e in ogni luogo».
Zenit.org