Redemisti nos, Domine, in sanguine tuo

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 62/21 del 1° luglio 2021, Prez. Sangue

Redemisti nos, Dominein sanguine tuo

Oggi festeggiamo il Preziosissimo Sangue di Gesù, devozione che caratterizza l’intero mese di luglio.

SANGUE PREZIOSISSIMO DI N. S. GESÙ CRISTO

Festa che ha per oggetto il «Sangue Preziosissimo» che Cristo ha versato per la salvezza del genere umano (v. REDENZIONE; UNIONE IPOSTATICA); essa sta in stretta relazione con le feste del Corpus Domini e del Sacro Cuore.

La virtù salvifica di questo S. P. è stata esaltata da tutta la letteratura cristiana dall’antichità sino ai nostri giorni; non fa quindi meraviglia che questo S. P. sia diventato, a cominciare dal basso medioevo, oggetto di particolare devozione che d’altronde era la naturale conseguenza della devozione all’umanità di Cristo, divulgata da s. Bernardo di Clairvaux, s. Bonaventura, s. Gertrude la Grande ed altri.

Ne sono testimoni: 1) gli inni, le prose, le sequenze e le orazioni, recensite da U. Chevalier (Repertorium hymnologicum, VI, Bruxelles 1920, p. 86 [indice]), tra cui va ricordata la cantilena di autore anonimo, ma attribuita talvolta a s. Bernardo o s. Bonaventura: Salve caput cruentatum (Chevalier, op. cit., n. 17846); 2) le miniature, pitture, vetrate, sculture raffiguranti angeli che raccolgono in calici il Sangue che sgorga dal costato e dalle mani e dai piedi di Cristo Crocifisso; il « bagno » mistico nel Sangue di Cristo; la « fons salutis »; i « mulini » e i  « torchi » mistici.

Contribuirono pure alla diffusione di questa devozione: 1) la leggenda del Graal (cf. La Quête du Graal: secc. XII-XIII); 2) le reliquie del Sangue di Cristo che hanno dato luogo a feste liturgiche in loro onore sin dal sec XII-XIII. Tra le più celebri reliquie di questo si annoverano quelle di Mantova, di Bruges (chiesa dei secc. XII e XIV)) e di Fécarnp (caratteristico il canto litanico in onore del S. P. composto in questo monastero).

Più tardi si ebbe una festa liturgica propria per il S. P. che veniva celebrata in date diverse. Una delle prime concessioni della S. Sede di un ufficio De Sanguine Christi è quella data nel 1582 alla diocesi di Valencia (Spagna). Nel sec. XVIII, le concessioni di Messa e Ufficio per la festa del S. P. si moltiplicarono; ad es., fu concessa alla diocesi di Sarzana (16 dic. 1747) per il giorno dopo la S.ma Trinità; ai Passionisti, a varie diocesi e a tutto il Portogallo (1794) per la feria VI dopo la IV domenica di Quaresima; alla diocesi di Breslavia (1778) per la terza feria VI di marzo, e a varie altre diocesi o congregazioni religiose che ottennero di celebrarla nel corrente del mese di marzo o della Quaresima. A Roma, la devozione al S. P. era particolarmente praticata nella chiesa di S. Nicola in carcere, sede dell’arciconfraternita del Prezioso Sangue, istituita nel sec. XVIII.

Ma l’apostolo più zelante della devozione al S. P. e di conseguenza il propagatore della festa del S. P., nel primo trentennio del sec. XIX, fu il b. Gaspare del Bufalo (v.) che ottenne di poterla celebrare nelle case della sua Congregazione con rito doppio di seconda classe la I domenica di luglio con ottava (26 marzo 1822; concessione rinnovata gli anni seguenti a richiesta di diverse diocesi e famiglie religiose).

Fu poi don Giovanni Merlini, 3° superiore generale dei Missionari del P. S., dopo il b. Gaspare, che suggerì a Pio IX, esiliato a Gaeta, di far voto di estenderla a tutta la Chiesa, qualora potesse rientrare a Roma. Esaudito, Pio IX, con il decreto Redempti sumus del 10 agosto 1849 (Archivio della S. Congr. dei Riti: Decreta ann. 1848-49, fol. 209) stabilì che fosse celebrata la prima domenica di luglio con rito doppio di seconda classe.

Pio X, nel 1914, la fissò con lo stesso rito al 1° luglio e Pio XI, a ricordo del XIX Centenario della Redenzione, le assegnò il rito doppio di prima classe, ritoccandone leggermente l’ufficiatura (25 apr. 1934 AAS, 26 [1934], pp. 559-60; cf. anche 27 [1935], pp. 81-89).

In quanto al Sermone di s. Giovanni Crisostomo, che si legge nel II Notturno, di dubbia autenticità secondo taluni critici, ci sono ottimi argomenti per ritenere che sia proprio di lui. Da notare infine che la Messa e l’Ufficio del S. P. tuttora in uso, furono composti per ordine di Benedetto XIV e solo gli stessi che furono concessi con rito doppio di prima classe nel 1747 alla diocesi di Sarzana (Archivio della S. Congr. dei Riti: Decreta ann. 1745-47, fol. 335).

Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano 1953, voce Sangue Preziosissimo di N. S. Gesù Cristo, pagg. 1778 – 1779