In memoriam: mons. Guérard des Lauriers e mons. Benigni

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

In memoriam: mons. Guérard des Lauriers e mons. Benigni
 
Questa mattina a Verrua Savoia, come ogni anno, è stata cantata la messa di requiem per l’anima di Mons. Michel Louis Guérard des Lauriers, nell’anniversario della sua morte (nato a Suresnes il 25 ottobre 1898, morto a Cosne-Cours-sur-Loire il 27 febbraio 1988).
Teologo e poi vescovo, davanti all’eresia modernista e al Concilio fu sempre fedele alla Verità senza compromessi. Per questo motivo fu prima allontanato dall’Università lateranense di Roma, dove era docente, per aver difeso pubblicamente la Messa Romana col “Breve Esame Critico” e, qualche anno dopo, fu allontanato anche dal seminario di Ecône, dove insegnava, per la posizione sulla vacanza formale della Sede Apostolica, esposta con la “Tesi di Cassiciacum”. Non fu certo un merito per mons. Lefevbre, che fu sempre in comunione con Paolo VI e i suoi successori.
La Tesi di Cassiciacum è l’unica risposta convincente ed equilibrata all’attuale situazione dell’Autorità, basata sul rigore della sana dottrina. E’ su questa posizione dottrinale cheti svolge il ministero sacerdotale e la formazione dei candidati al sacerdozio dell’Istituto Mater Boni Consilii.
https://www.sodalitium.biz/mons-guerard-des-lauriers/

Oggi è anche l’anniversario di morte dimons. Umberto Benigni(Perugia, 30 marzo 1862 – Roma, 27 febbraio 1934), la figura più importante del cattolicesimo integrale che seguì la linea antimodernista di san Pio X contro il modernismo e i modernisti.
In seminario, a metà degli anni ’80, ho conosciuto e subito amato mons. Benigni grazie ai libri di Émile Poulat e successivamente ho potuto approfondire la sua figura e le sue molteplici opere, a iniziare dal glorioso “Sodalitium Pianum” (portate avanti sempre e solo in quanto cattolico romano) grazie agli studi e alle conferenze di don Francesco Ricossa.
Ieri ricorreva la morte di un altro cattolico integrale, il card. Pio Tommaso Boggiani, che con il card. Gaetano de Lai e pochi altri, rappresentò la componente più perspicace del collegio cardinalizio nei confroonti delle astuzie del modernismo e dei suoi compagni di strada.
Preghiamo per le anime di questi servitori fedeli della Chiesa, che furono osteggiati da vivi e che sono stati dimenticati da morti (c’è di peggio: ricordati male, in contesti squalificanti o contraddittori, basti pensare a chi ha definito “novello Benigni” uno di coloro che oggi infanga maggiormente la memoria del prelato perugino).
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Dalla bacheca fb di don Ugo Carandino
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