La catastrofica situazione di Gaza
Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n.53/26 del 19 giugno 2026, Santa Giuliana Falconieri
La catastrofica situazione di Gaza
Pubblichiamo una lettera del ‘parroco’ della Sacra Famiglia di Gaza City, per l’importanza della sua testimonianza, pur non condividendo la sua posizione dottrinale. E’ impressionante come il silenzio dei politici e dei media sia calato sulla Striscia di Gaza, sulle vittime e sui carnefici.
Emergenza Gaza: l’appello di padre Romanelli
Vi proponiamo questa lettera che ci è arrivata in questi giorni da padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia a Gaza City:
Cari amici di Pro Terra Sancta,
scrivo dal mio ufficio in parrocchia, approfittando del fatto che in questo momento la connessione internet funziona, anche se oggi c’è e domani chissà. Per potervi scrivere consumiamo diesel che compriamo a 10 euro al litro, dato che quasi tutti i nostri pannelli solari sono stati distrutti dai bombardamenti.
Qui ogni cosa, anche la più ordinaria, è diventata veramente complicatissima. Io faccio spesso un paragone: questa guerra è come il grande tsunami del 2005 o come un tornado terribile. Ma l’orrore vero è che dopo lo tsunami la gente pulisce e inizia a ricostruire, mentre qui la tempesta è passata ma non è iniziato nessun lavoro, non c’è il minimo segnale di ricostruzione.
Le stime parlano di oltre l’80% di distruzione, ma non permettono l’ingresso di cemento, ferro, legno o vetro per riparare i danni. La popolazione vive letteralmente nel nulla. Chi ha perso la casa si adatta a vivere sui ruderi o dentro le tende. All’inizio le tende venivano distribuite, ma adesso c’è una speculazione tremenda e la gente è costretta a comprarle a caro prezzo, pagando migliaia di shekel.
Le fognature sono completamente distrutte e la poca acqua disponibile è contaminata dagli scarichi. Noi siamo fortunati perché la cisterna d’acqua che si trova sotto la nostra chiesa, per grazia di Dio, continua a dare da bere a migliaia di persone del quartiere senza esaurirsi mai. Quando esco per andare a trovare i malati vedo i bambini cercare tra la spazzatura o giocare in mezzo a pozzanghere di fogna, con i topi che girano tra le macerie. Questa sporcizia sta provocando un’epidemia di dissenteria, infezioni e malattie della pelle che non possiamo curare, perché gli ospedali sono distrutti e mancano persino i medicinali per il diabete o la pressione.
Un semplice accendino di plastica costa 70 shekel, che sono quasi 20 euro. Ma la gente è costretta a comprarlo, per bruciare il legno o il cartone per scaldare il cibo. Nei mercati si trova qualcosa, ma mancano i contanti; le banche sono rase al suolo.
In mezzo a questo calvario, andiamo avanti. Siamo riusciti a riaprire la nostra scuola. Non hanno quaderni, non hanno matite, e si siedono in tre o quattro su un’unica scrivania, ma la loro voglia di futuro è più forte di tutto. Quando chiediamo loro di fare dei disegni, usano ancora solo il nero delle distruzioni e il rosso del sangue. Noi siamo qui per guarire queste ferite.
Nonostante tutto restiamo qui perché la parrocchia è un’oasi per tutti e vi assicuro che nella nostra gente non c’è nessun sentimento di vendetta, solo un immenso desiderio di pace.
Grazie per tutto l’aiuto che continuate a darci con il sostegno di tutti i benefattori. Vi prego, non dimenticate Gaza. Ogni vostro aiuto qui ci permette di continuare a vivere e sperare.
Vi ringrazio per la vostra amicizia
p. Gabriel Romanelli
Fonte: https://www.lavocedelpopolo.it/brescia/emergenza-gaza-l-appello-di-padre-romanelli

