Terra Santa – La follia dei criminali e il dramma dei cristiani di Gaza

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 98/12 del 16 novembre 2012, Santa Geltrude

Terra Santa – La follia dei criminali e il dramma dei cristiani di Gaza

”La crisi serve a Netanyahu per mostrarsi duro agli elettori” (Vittorio Dan Segre)

Le prossime elezioni israeliane sembrano essere la causa della nuova offensiva militare contro la Striscia di Gaza. I fedeli della parrocchia cattolica della Sacra Famiglia di Gaza, stretta tra l’incudine sionista e il martello islamista, sono particolarmente provati: l’articolo che segnaliamo ci aiuta a non dimenticarli.

Il lungo venerdì del Medio Oriente, di Giorgio Bernardelli

Giovedì 15 novembre
(…) Al di là di quelli che saranno gli sviluppi, ci sono comunque due segnali estremamente preoccupanti da sottolineare. Il primo è l’utilizzo dei droni sul cielo di Gaza da parte dell’esercito israeliano, confermato da numerose fonti. Si tratta dell’ennesima follia: Gaza è un territorio di 360 chilometri quadrati abitato da 1,5 milioni di persone. Vuole dire il doppio della densità abitativa di Roma. Su un contesto di questo genere stanno bombardando con aerei telecomandati che già in altre guerre hanno dimostrato di essere scarsamente precisi. Tutto questo in un posto dove i suoi abitanti non hanno liberamente scelto di restarci: le frontiere sono infatti chiuse dal 2006, un abitante di Gaza – se anche riesce ad arrivare in Cisgiordania – viene riportato a Gaza se incappa in un posto di blocco israeliano.

L’altra vergogna è l’utilizzo di espressioni sacre per designare l’operazione militare. In ebraico l’esercito israeliano l’ha chiamata Colonna di nube – trasformato in inglese in Colonna di difesa. Si tratta di un nome che ha una chiara radice biblica: si rifà a Esodo 13, la Colonna di nube che accompagnava il popolo di Israele nell’uscita dall’Egitto. Quindi nell’immaginario di Israele viene presentata come una “guerra santa”. Per non restare indietro Hamas stamattina ha risposto chiamando la sua controffensiva «Stones of shale», «Roccia indurita», che è una citazione di Corano 105,4.

La Terra Santa è ancora una volta sfregiata dalla follia degli uomini e dalla loro appropriazione indebita delle parole più sacre. E in queste ore vale la pena di ricordare la piccola comunità cristiana della parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza. Padre Mario Cornioli – un sacerdote italiano che vive a Beit Jalla, in Cisgiordania – ieri sera si è messo in contatto con loro e ha scritto sul suo profilo su Facebook: “”Ho appena parlato con abuna Paolo che si trova a Gaza a sostituire padre George e con le nostre suore…sono sotto le bombe, sentono botti da tutte le parti e le mura della parrocchia hanno tremato diverse volte…hanno un po’ di paura ma resistono con tanta fede a questa aggressione vigliacca che bombarda indiscriminatamente con i droni telecomandati…vergognatevi di quello che state facendo…disumani !!!!”.

Stamattina un nuovo aggiornamento attraverso padre Mario: ««Ho appena parlato con Suor Rahina (per gli amici conosciuta come suor Regina). Mi dice che la notte non hanno dormito per le esplosioni forti…che la nostra famiglie cristiane sparse per Gaza City stanno pensando di trasferirsi in parrocchia per avere un posto piu’ sicuro, che stanno pregando perche’ questo inferno finisca presto e domandano anche a noi di pregare e fare qualcosa…l’ho sentita piena di fede e questo mi rincuora!!!»
È il grido di dolore degli innocenti che sale ancora una volta da Gaza. Un grido che non ci può lasciare indifferenti.

Venerdì 16 novembre
Quanto ai cristiani ieri sera don Mario Cornioli da Beit Jalla ha rilanciato le ultime notizie ricevute dalla parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza. Dice suor Rainha : “Verso le 14.00 hanno staccato la corrente ed ora siamo al buio. Tutto il giorno abbiamo sentito bombardamenti e aerei ma un po’ meno che la notte…i nostri cristiani ci chiamano e si preoccupano per noi dato che e’ la prima volta che siamo sotto le bombe. Abbiamo preparato il salone sotto le aule della scuola per essere pronte ad accogliere le nostre famiglie. Ci prepariamo ad un altra notte molto difficile…speriamo bene e continuiamo ad aver fede e voi continuate a pregare per noi!!!”

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