2020 Comunicati  19 / 05 / 2020

Siria: non-guerra, non-pace

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 48/20 del 19 maggio 2020, San Celestino
 
Siria: non-guerra, non-pace
 
Dr. Nabil Antaki, da Aleppo: “I prezzi sono aumentati del 300% in 3 mesi!”
 
Sono Nabil Antaki, medico siriano, vivo ad Aleppo e sono cofondatore di un’associazione cristiana chiamata Maristi Blu.
 
Come si vive in Siria la crisi del coronavirus?
Per fortuna l’epidemia non ha toccato gravemente il paese; ci sono stati solo 47 (oggi 59. Anche in Siria i numeri ufficiali sono controllati dal governo, ndr) casi registrati e nessuno ad Aleppo. Ma le autorità hanno adottato tutte le misure preventive necessarie per evitare altri casi. Questo ha imposto un coprifuoco, chiusura delle scuole e delle università, dei negozi, dei laboratori, delle fabbriche.  Adesso siamo in una fase di riapertura visto che non ci sono stati altri casi.
 
Qual è la situazione politica ed economica in Siria attualmente?
Dalla metà di marzo c’è un cessate il fuoco generalizzato. Non si combatte più in Siria. Ma questa situazione di non-guerra non-pace è ancora più difficile da sopportare rispetto agli anni di guerra.
Sul piano economico, sul piano dell’incertezza per il futuro, la situazione economica è disastrosa: l’infrastruttura del paese è stata distrutta al 60% dalla guerra. Ad Aleppo che era la capitale economica della Siria tutte le fabbriche sono state o incendiate o saccheggiate.
Le sanzioni internazionali contro la Siria inoltre impediscono gli investimenti internazionali.
L’economia andava già al rallentatore, ma adesso con la crisi del Covid c’è un’inflazione molto grave; i prezzi sono aumentati del 300% in tre mesi mentre i salari sono uguali a prima.
Le persone si sono impoverite, stentano ad arrivare alla fine del mese.
 
Qual è la situazione dei cristiani in Siria?
Il numero di cristiani si è ridotto vertiginosamente. Prima della guerra c’erano due milioni di cristiani in Siria, dei vari riti. Adesso siamo, al massimo, 500-600 mila.
Aleppo era considerata la città cristiana, eravamo 200mila prima della guerra, adesso siamo solo poco più 30mila.
La maggioranza dei cristiani ha lasciato il paese, è emigrata in Europa, Stati Uniti, Canada. La nostra presenza in Siria è minacciata.
 
Qual è la sua preghiera per questa giornata dei cristiani d’Oriente?
Non ci sono solo i doni materiali ad aiutare, c’è anche la preghiera.
Dal canto nostro preghiamo Dio perché rafforzi la fede dei cristiani in Francia, e preghiamo che mantenga la speranza nel cuore dei cristiani della Siria.