Rassegna stampa del 29.11.2013

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 99/13 del 29 novembre 2013, San Saturnino

Rassegna stampa del 29.11.2013 (i titoli sono redazionali)

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La difesa della razza: gli ebrei neri discriminati dagli altri ebrei
È iniziata nel lontano 1984 con l’Operazione Mosé. E, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, si conclude oggi l’aliyah degli «ebrei dalla faccia nera». Stiamo parlando dei falasha, che nel corso di quasi un trentennio, sono diventati – vantando le loro origini ebraiche – cittadini dello Stato d’Israele. «È la fine di una saga – ha scritto il Jerusalem Post – che ha coinvolto decine di migliaia di uomini, donne e bambini». L’ultimo trasferimento vedrà protagonisti 400 falasha mura. Poi più nulla. La comunità israeliana di origine etiope (che vanta tra le sue fila Miss Israel 2013, la modella Yityish Aynaw) è già sul piede di guerra e minaccia manifestazioni davanti alla residenza del primo ministro Benjamin Netanyahu. Sarebbero ancora molti, secondo gli attivisti etiopi, i falasha ebrei ancora in attesa dell’agognato trasferimento in Israele. Ma per loro, sembra, quel confine lontano non dovrà più essere superato, men che meno con i comodi e veloci aerei dell’aviazione israeliana. Per sgombrare il campo da ogni equivoco, sembra che l’Agenzia ebraica abbia già smantellato il centro di smistamento di Gondar, compresa la scuola che ospitava 2.500 piccoli ebrei falasha, in attesa di diventare cittadini israeliani a tutti gli effetti. (…) Stessa sorte toccherà al campo di raccolta di Addis Abeba, dove i volontari dell’American Association for Ethiopian Jews (Aaej) hanno insegnato fino a ieri ai falasha l’ebraico e il rispetto per le regole rabbiniche. (…) Ancora oggi in Israele circa 50 mila falasha, su una popolazione intorno ai 120 mila, sono assistiti dallo Stato. L’integrazione si è rivelata difficile per una popolazione abituata a vivere in un mondo diverso e lontano. Così la loro presenza, anche all’interno della variegata e multiforme realtà dell’Israele contemporaneo, alla fine è risulta problematica. Con veri e propri episodi di discriminazione e razzismo nei loro confronti da parte della maggioranza ebraica di pelle bianca, per la quale questi olim d’Africa sono alla fine «intrusi», come indica appunto il termine falasha nella lingua dell’altopiano abissino.
Terra Santa

Il dilagare della cremazione massonica
2/11/2013 – C’è la crisi e anche seppellire i propri cari diventa un lusso. Negli ultimi due anni – afferma il Codacons – si è registrata nel nostro Paese una crescita molto forte della cremazione (+25%), sempre più spesso preferita alla classica tumulazione grazie alla legge approvata pochi anni fa. Questo perché la cremazione costa molto di meno rispetto all’inumazione a terra e alla tumulazione in loculo o tomba di famiglia. I risparmi sono nell’ordine delle migliaia di euro. A Milano la tariffa per il servizio è attualmente di 266 euro. A Torino di 478 euro, a Genova di 366, a Roma di 318 e a Firenze di 283 euro. Per fare un confronto, a Roma l’inumazione costa 552 euro. Il costo medio di un loculo in concessione trentennale è di duemila euro mentre la concessione per un’area dove costruire una tomba di famiglia varia tra i seimila e i 25 mila euro .
La Stampa

Ebrei dell’anno
13/11/2013 – L’effetto Papa Francesco irrompe persino nella «lista dei 50 ebrei americani dell’anno». La rivista Forward – storica voce dell’ebraismo liberal stelle e strisce – ha deciso infatti di inserire anche Bergoglio nell’edizione 2013 della Forward 50, la sua annuale galleria di personaggi. Anche se va subito aggiunto che l’endorsement è accompagnato nella motivazione dall’ennesimo attacco gratuito alla figura del suo predecessore, Benedetto XVI. Non essendo ebreo Papa Francesco è inserito nella lista come «fuori quota». Nella motivazione si dice che il nuovo Pontefice «in soli otto mesi ha fatto del tema del miglioramento delle relazioni con il mondo ebraico una questione chiave». Si aggiunge poi che «non ha perso alcuna occasione per denunciare l’antisemitismo e progetta una visita in Israele per il prossimo anno». Inoltre viene ricordato che l’unico libro firmato dall’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio «è uno straordinario dialogo con un rabbino divenuto suo grande amico nella nativa Argentina». (…)
Vatican Insider

Dove andiamo a cena questa sera?
Il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici racconta «l’incontro casuale» con l’ex premier in un ristorante kosher del Ghetto. «Berlusconi si è scusato per l’inaccettabile paragone tra la condizione dei suoi figli e quella degli ebrei durante l’Olocausto e, davanti a testimoni, si è impegnato a farlo togliere dalla seconda edizione del libro di Vespa». (…) A un certo punto il figlio 13enne di Pacifici e i suoi amici chiedono una foto con l’ex premier che si presta di buon grado e annuncia una barzelletta. «Mi raccomando, presidente, faccia attenzione: qui le barzellette sugli ebrei le raccontiamo solo noi», scherza Pacifici. (…) Pacifici gli fa notare che una settimana fa nello stesso locale aveva pranzato con Renzi e Berlusconi non fa una piega. «Al sindaco di Firenze avevo parlato di mia nonna e della deportazione degli ebrei da Firenze settant’anni fa – precisa Pacifici -. Adesso mi è arrivata da Gerusalemme la comunicazione che al Museo dell’Olocausto attendono la visita di Renzi». (…)
Dagospia

I liberatori della Siria
23/11/2013 – (…) Il primo morto fu un soldato, trecento metri oltre la moschea; era coricato sul dorso con lo sguardo fisso, solo occupato in apparenza a godersi la vista del cielo. «L’abbiamo preso ieri, mi spiega un ceceno, l’abbiamo interrogato un po’, sai… ma non aveva gran che da dire. Prigionieri non ne facciamo… i prigionieri mangiano, fanno perdere tempo». E ride soddisfatto. (…)
(Da La Stampa del 23/11/2013, servizio di Domenico Quirico sugli islamisti ceceni)

Vomitate dall’inferno
25/11/2013 – In Argentina delle femministe e lesbiche indemoniate tentano di assaltare la cattedrale di San Juan, difesa da un gruppo di giovani cattolici.
Video
Foto

Vietata in Russia la propaganda pro-aborto
26/11/2013 – Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato la legge che apporta delle modifiche sulle norme che tutelano la salute dei cittadini: in particolare viene introdotto il divieto sulla pubblicità dell’aborto. Il documento in questione è pubblicato sul sito del Cremlino. “Nella legge federale “Sulla pubblicità” è presentato un elenco di servizi, la cui pubblicità è vietata. Tra quelle vietate figurano le prestazioni per l’interruzione volontaria di gravidanza,” – è scritto nella nota che accompagna il disegno di legge. Inoltre la legge vieta le campagne pubblicitarie che contemplano la distribuzione di campioni di medicinali contenenti sostanze stupefacenti e psicotrope.
Associazione La Torre

Amicizie kosher
27/11/2013 – “La gioia più grande per me è vedere che la nostra amicizia parla in se stessa: da molti anni non si tratta più solo di dialogo interreligioso. Quando vengo a Roma faccio colazione, pranzo e ceno accanto a lui. E vedo con quanta confidenza ci rivolgiamo l’uno all’altro: non c’è altro che un grande rispetto reciproco, ed un affetto manifestato non solo con le parole, ma anche con i gesti. Ad esempio da quando sono arrivato il Papa ha dato disposizione che possa seguire in tutto le mie regole alimentari, assicurandosi con i suoi collaboratori che io abbia tutto il necessario, che sia verificato come viene cucinato il cibo, mi ha fatto procurare una bottiglia di vino kosher… curando tutti i dettagli con un’attenzione impressionante” (Intervista al rabbino Abraham Skorka, amico di Jorge M. Bergoglio)
Terra Santa

Fondi neri
27/11/2013 – Cape Town – (…) Un affaire che da qualche anno si è tenuto latente rischia ora di implodere a pochi mesi dalle elezioni presidenziali del 2014, intaccando ulteriormente l’immagine del partito icona della lotta all’apartheid, l’African National Congress (Anc). Si tratta di uno scandalo e di un’inchiesta scomoda che coinvolge l’intero establishment politico attualmente in carica, a partire proprio dal presidente sudafricano Jacob Zuma, che risulta coinvolto in prima persona. Il ciclone «Nkandlagate» sul presunto impiego di fondi statali nella ristrutturazione della sua residenza privata viaggia in direzione perfetta per far naufragare una classe politica messa già da tempo sotto accusa anche dal nerbo delle classi sociali più fedeli. Agli inizi di quest’anno un’inchiesta del ministero dei Lavori pubblici aveva concluso che il governo aveva speso circa 23 miliardi di dollari non per costruire il complesso privato di Zuma nel suo villaggio natale, ma per lavori di ristrutturazione dovuti a ragioni di sicurezza. La questione è però poi arrivata sul tavolo del garante pubblico dell’anticorruzione per presunte irregolarità legate ai costi gonfiati delle fatture e ai finanziamenti pubblici per i politici previsti dalla normativa vigente. (…)
Nena News Globalist