Pifferai e gretini

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza dusseldorf
Comunicato n. 25/19 del 22 marzo 2019, San Benvenuto
 
Pifferai e gretini
 
Finita la marcia dei gretini si attende la coerenza ambientale nei comportamenti, di Augusto Grandi
Troppo facile risolvere la marcia dei neoambientalisti con lo slogan “vieni avanti, gretino”. Sono giovani, ci credono davvero? E allora si tratta semplicemente di mettere alla prova la loro coerenza.
Perché l’ambiente è un problema vero e merita di essere affrontato con serietà. Non con titoli giornalistici ad effetto che, in qualche caso (La Stampa), hanno trasformato i cortei in una sorta di processione per ottenere il miracolo della pioggia.
Bene, ora i manifestanti hanno l’occasione di dimostrare buona fede ed impegno, cominciando a modificare le proprie abitudini quotidiane prima di pretendere di insegnare al mondo intero. Basta con auto e moto, per iniziare. Inquinano anche quando sono i gretini a guidare. E poi ridurre al minimo l’utilizzo degli smartphone poiché per ricaricarli serve energia. Vanno bene telefonate e messaggi, ma giochi e musica possono e devono essere eliminati. Vogliono musica? La suonino dal vivo o ascoltino chi la suona.
Ma la vera dimostrazione di coerenza è attesa su altri temi, più sensibili e più indicativi della effettiva volontà di difendere la Terra. L’Italia, e soprattutto la Pianura Padana, è sovrappopolata. Dunque ci si può attendere che i gretini comincino a lottare contro l’invasione, compresa quella controllata. Siamo troppi e non c’è più posto per altri. Perché un eccesso di popolazione determina una eccessiva concentrazione di consumi. Compresi quelli indispensabili di acqua e cibo, con un eccesso di rifiuti a partire da quelli organici.
E a proposito di rifiuti organici, chissà se i gretini sanno che nelle acque delle grandi città del Nord è stata rilevata una concentrazione elevata di residui di cocaina. Residui che non fanno bene ai pesci ed ai fiumi. Dunque ci aspettiamo ora una marcia dei 100mila manifestanti milanesi contro il parco dello spaccio a Rogoredo. Eliminando tossici e spacciatori e restituendo l’area verde a chi vuole respirare aria meno inquinata. Ovviamente i gretini saranno i primi a rinunciare non solo alle droghe, sempre più artificiali, ma pure alle sigarette.
Così come rinunceranno a magliette e scarpe americane o cinesi, per non contribuire ad inquinare il Pianeta con il trasporto di merci che possono essere sostituite da prodotti locali. Oppure le navi che trasportano le scarpe americane inquinano meno di quelle che trasportano merce non di tendenza?
Per lo stesso motivo basta con le vacanze in località esotiche. Tutti sulla spiaggia più vicina, bevendo acqua del rubinetto perché per portare il prosecco in riviera si utilizzano mezzi di trasporto inquinanti.
A questo punto la protesta smetterà di essere considerata la solita farsa creata ad arte e diventerà credibile. Perché è troppo comodo spostarsi da piazza Duomo, a Milano, alla fine del corteo gretino per raggiungere i locali di tendenza sui Navigli dove strafogarsi di rum, tequila, vodka fumandosi una canna o dedicandosi a droghe sintetiche. Per poi pretendere di insegnare ai pastori come comportarsi con i lupi ed agli agricoltori come utilizzare i fertilizzanti senza inquinare le falde acquifere.
Magari, tra le manifestazioni di coerenza, potrebbe rientrare anche un po’ di studio, visto che dai media di servizio arrivano soprattutto notizie farlocche e si confonde inquinamento atmosferico (gravissimo) con il riscaldamento. Così potrebbero essere i ragazzi a spiegare ai giornalisti che sulle Alpi occidentali, sino a metà del XVI secolo ed a partire dagli ultimi periodi dell’Impero Romano, si coltivavano vite ed ulivo e che il passo del Teodulo – ad oltre 3.300 metri di altezza – era transitabile d’estate poiché non c’era il ghiacciaio. E San Bernardo aveva creato il suo ospizio a 2.400 metri perché il passo era aperto anche d’inverno. Così come erano abitati i pascoli in alta quota. Mentre sulle coste italiane erano state realizzate fortificazioni che si affacciavano sul mare ed ora non più perché il livello delle acque si è abbassato. Senza dimenticare che la Groenlandia era l’Isola Verde e non una distesa di ghiaccio.
La Natura è una questione troppo seria per lasciarla gestire a chi vive di slogan al servizio di chi è interessato solo alle armi di distrazione di massa.