Nuovo anno liturgico: auguri e crociata di preghiere

Nuovo anno liturgico: auguri e crociata di preghiere
Con la prima domenica d’Avvento inizia il nuovo anno liturgico della Chiesa. Il Centro studi Federici rivolge a tutti i lettori i migliori auguri per l’Avvento e ripropone la crociata di preghiere per la Terra Santa.

L’Avvento e il Natale ci ricordano i Luoghi Santi: per la loro salvaguardia e per le comunità cattoliche della Terra Santa invitiamo a unirsi alla crociata di preghiere che prevede ogni giorno la recita di una decina del Rosario (1 Pater e 10 Ave) con la giaculatoria: “Maria, Regina Palestinae, ora pro nobis”.

 

Preghiera a Maria Immacolata, Regina della Palestina
Preghiera composta nel 1920 da Mons. Luigi Barlassina, Patriarca latino di Gerusalemme, in occasione della consacrazione della diocesi gerosolimitana alla S. Vergine. Il Santuario di Nostra Signora Regina della Palestina sorge a Deir Rafat, a metà strada fra Tel Aviv e Gerusalemme. Il titolo Regina della Palestina è stato approvato dalla S. Congregazione dei Riti nel 1933.

O Maria Immacolata, graziosa Regina del cielo e della terra, eccoci prostrati al tuo eccelso trono, pieni di fiducia nella tua bontà e nella tua sconfinata potenza.

Noi ti supplichiamo di rivolgere uno sguardo pietoso sulla Palestina, che più di ogni altra regione ti appartiene, imperocché tu l’hai aggraziata con la tua nascita, con le tue virtù, con i tuoi dolori, e da essa hai dato al mondo il Redentore.

Ricorda che qui appunto tu fosti costituita tenera Madre nostra e dispensiera delle grazie; veglia dunque con speciale protezione sulla tua Patria terrena, dissipa da essa le tenebre dell’errore poiché ivi risplendette il Sole dell’eterna Giustizia, e fà che presto si compia la promessa uscita dal labbro del tuo divino Figlio, di formare un solo ovile sotto un solo Pastore.

Ottieni inoltre a tutti noi di servire il Signore nella santità e nella giustizia tutti i giorni della vita nostra, affinché per i meriti di Gesù e con il tuo materno aiuto, possiamo alfine passare da questa Gerusalemme terrena agli splendori di quella celeste.

Così sia.