In nome del Papa Re

IMG-20171105-WA0042Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Come annunciato (cfr: http://www.centrostudifederici.org/150-anniversario-della-vittoria-pontificia-roma/) domenica 5 novembre 2017 è stato celebrato a Roma il 150° anniversario della vittoria dell’Esercito pontificio nella campagna militare dell’Agro Romano, terminata con la battaglia a Mentana del 3 novembre 1867.

Al mattino don Piero Fraschetti, dell’Istituto Mater Boni Consilii, ha celebrato la Santa Messa all’oratorio san Gregorio VII (http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/), situato nel quartiere Prati a pochi passi da Borgo Pio.

Nel pomeriggio il nubifragio che si è abbattuto su Roma (che ha determinato anche il rinvio di un incontro di calcio in programma allo stadio Olimpico), ha ostacolato ma non annullato la cerimonia al cimitero del Verano. Il maltempo ha scoraggiato alcuni a presentarsi all’appuntamento mentre altri, a causa dell’incessante pioggia, non sono riusciti a individuare subito il gruppo.

La prima tappa, suggerita anche dall’inclemenza del tempo, è stata alla cappella della famiglia Kanzler, che da decenni si trovava nel più desolante abbandono. Grazie all’interessamento del nostro centro studi, la Direzione dei cimiteri capitolini ha provveduto (finalmente!) alla pulizia esterna ed interna della cappella, e l’ha tenuta aperta in occasione della visita. Il gen. Hermann Kanzler è sepolto insieme alla moglie Laura dei conti Vannutelli, al figlio Rodolfo, archeologo e musicista, con la moglie Giulia dei marchesi Vitelleschi, e al nipote Ermanno morto nella prima guerra mondiale. Don Piero ha benedetto le tombe e recitato il De profundis.

Quindi il gruppo si è recato al Pincetto Vecchio per deporre una corona d’alloro ai piedi del monumento voluto da Pio IX per ricordare i caduti pontifici delle battaglie del 1867, i cui nomi sono incisi attorno alla base dell’opera. Anche il monumento necessita di un urgente intervento di manutenzione: il Centro Studi Federici ha già informato chi di dovere.

Le preghiere davanti al monumento hanno concluso la cerimonia, con i presenti inzuppati ma felici di aver reso omaggio a coloro che non esitarono a lasciare le famiglie e le patrie pur di difendere la persona di Pio IX e l’onore della Sede Apostolica. Viva Pio IX, viva i soldati del Papa Re!

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