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Documenti sulle Insorgenze antigiacobine in Romagna

I) Proclama delle popolazioni della Romagna ai Cisalpini.

 

I Popoli della Romagna ai Francesi, Cispadani e Traspadani

Chiunque voi siate, che vi dimostriate premurosi di farci pervenire le minacce di una prossima invasione, è necessario che conosciate quei sentimenti di cui è penetrato l'animo nostro. Noi rispettiamo ed amiamo la Religione, il Sovrano, e la Patria. Intimamente persuasi che nel difenderci dalle vostre Armi si tratti della difesa di questi tre oggetti, siamo pronti a spargere fino all'ultima stilla del nostro sangue per opporci e resistere alle vostre ostilità. Non sono queste le voci di pochi, sono quelle delle intiere Popolazioni di questa Provincia. Noi non offendiamo alcuno, noi viviamo tranquilli nel seno delle nostre famiglie. Ma se mai voi per un tratto di quella sublime tirannia, che ardite chiamare Libertà tentate di portar la guerra nelle pacifiche nostre contrade, sappiate che potrete sterminarci, ma non soggiogarci, che ad ogni passo avrete a combattere una popolazione, la quale preferisce la morte alla disgrazia di esser da voi conquistata. Questi, sono i nostri sentimenti, conosceteli, e preparatevi pure a marciare contro di noi. (Ottobre 1796)

(Biblioteca Comunale di Forlì, Fondo Piancastelli).

 

II) L'Epitaffio della Repubblica Cisalpina

Qui giace una Repubblica,

Già detta Cisalpina,

di cui non fu la simile

Dal Messico alla China.

I Ladri la fondarono,

I Pazzi l'esaltarono,

I saggi l'esecrarono,

I Forti l'ammazzarono;

In questo sol mirabile

Carogna non più udita,

Che non puzzò cadavere

Ed appestava in vita.

(Biblioteca Gambalunga di Rimini, Raccolta Bandi Zanotti).

 

III) Inno contrapposto al patriottico in segno di allegrezza per l'abbattuta demagogia

Or che abbattuto è l'albero

infame empio infernale

origine fatale di tanta iniquità

Splendan sereni ed illari

i giorni in questo lido

alziam un lieto grido

chiediamo al ciel pietà.

Viva l'impero vivano

le vincitrici schiere

veggio d'arte e bandiere

l'aria folgoreggiava.

Bello è il sentir d'ogni angolo

in si bel dì giocondo

di Francesco secondo

il nome risonar.

L'indegno democratico

non osa alzar la testa

se no per lui la festa

tragica si farà.

Fugga l'audace incredulo

dalle falangi al lampo

e cerchi asilo e scampo

in mezzo all'empietà.

O schiatta giacobina

dove t'asconde e celi

vendetta il mondo e il cielo

gridan contro di te.

Già nell'Italia tornano

i bei giorni felici

l'aquile vincitrici

già qui ferman il piè.

Non più del tempio vegonsi

ministri vilipesi

i sacri altari illesi

or son dall'empietà.

Al tacito cenobio

il monaco ritorni

a respirar suoi giorni

in santa carità.

La verginella profuga

timida mal sicura

alle sacrali mura

al pié rivolga e il cuor.

Tra le paterne braccia

canto del suo periglio

il più prodigo figlio

piange il passato error.

Evviva l'invittissimo

di tante glorie onusto

l'imperator Augusto

d'Austria lume e splendor.

(Biblioteca Gambalunga di Rimini, “Giornale di Rimino” di M. Zanotti).

 

IV) Elenco de' partigiani della Francia

Scismatici, Appellanti, Giansenisti,

Perfidi Ebrei, Cattolici mentiti,

Apostati rubelli, e Fuorusciti,

Luterani, Ugonotti, Calvinisti,

Politici malnati, e rei Statisti,

Ciurmatori, Buffoni, Parassiti,

Ruffiani, Sanguinarj non puniti,

Miscredenti, Mastini, ed Ateisti,

Preti ignoranti, e Frati malcontenti,

Giovani scapestrati, e Vecchi insani,

Teste sventate, e spiriti insolenti,

Torbidi ingegni, e cervellacci strani

Or dati alle rapine, e ai tradimenti,

Questi son della Francia i Partigiani.

(Biblioteca Gambalunga di Rimini, Fondo Gambetti Stampe Riminesi).

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