Inni e canti della Cristianità


Inno Pontificio

L’Inno Pontificio fu composto da Charles Gounod in onore di Pio IX e fu eseguito per la prima volta l’11 aprile 1869, in occasione del giubileo sacerdotale del Papa. Per disposizione del Papa Pio XII, in occasione dell’Anno Santo del 1950, è diventato l’inno ufficiale Stato della Città del Vaticano. Il testo in lingua italiana è stato composto da Mons. Antonio Allegra nel 1949).

1) Roma immortale, di martiri e di santi;
Roma immortale, accogli i nostri canti:
Gloria nei cieli a Dio Nostro Signore,
Pace ai fedeli di Cristo nell’amore.

2) A Te veniamo, angelico pastore;
In Te vediamo il Mite Redentore.
Erede santo di vera e santa fede,
conforto e vanto a chi combatte e crede.
Non prevarranno la forza ed il terrore,
ma regneranno la verità e l’amore.

3) Salve, salve, o Roma!
patria eterna di memorie,
cantan le tue glorie
mille palme e mille altari.

4) Roma degli apostoli,
Madre e guida dei redenti,
Roma luce delle genti,
Il mondo spera in te!

5) Salve, salve o Roma!
la tua luce non tramonta,
vince l’odio e l’onta
lo splendor di tua beltà.

6) Roma degli apostoli,
madre e guida dei redenti,
Roma luce delle genti,
il mondo spera in te!

→ ascolta l’inno dello Stato Pontificio

<h3>Inno della truppa Pontificia a Pio IX (1867)

Tratto da: Piero Raggi, “La Nona Crociata. I volontari di Pio IX in difesa di Roma (1860-1870)”, II edizione, Libreria Tonini, Ravenna 2002.

 

1) Al clangore di trombe guerriere
Del più grande dei Regi al cospetto,
Del Soldato s’accende il pensiere,
Del Soldato rinfiammasi il cor.
E sublime s’innalza dal petto
La canzone di fede e di onor.

2) La Corona che il capo ti cinge
Noi giurammo protegger col brando,
E del giuro che tutti ci stringe
O Signore, terremo la fè.
Sull’arena dei forti pugnando
Noi siam pronti a morire per te.

3) Re dei Regi, Vicario del Dio,
Che ti guida fra tanta procella,
Il prodigio che n’offri, o gran Pio,
Tutto il mondo spiegare non sa.
Tosto sorgere in cielo la stella
Tutto il mondo stupito vedrà.

4) Passeranno la terra ed il cielo
Ma di Dio, no, non passa l’accento,
Della Sposa il santissimo velo
No, l’Eterno squarciar non farà:
Ad un guardo ad un soffio a un accento,
La falange d’abisso cadrà.

5) VIVA PIO! dal mare e dal monte
Sorga il grido dei figli fedeli,
La Corona che cinge sua fronte
Non si strappa… la regge il Signor:
Chi resiste al Monarca dei Cieli?
Cosa è l’uomo d’innanzi al Signor?


Inno Imperiale Asburgico

1) Serbi Dio l’Austriaco regno,
guardi il nostro Imperator!
Nella fè che gli è sostegno,
regga noi con saggio amor!
Difendiamo il servo avito
che gli adorna il regio crin;
Sempre d’Austria il soglio unito
sia d’Asburgo col destin!

2) Pia difesa e forte insieme
siamo al dritto ed al dover!
E corriam con lieta speme
la battaglia a sostener!
rammentando le ferite
che di lauri ci coprir;
noi daremo beni e vite
alla patria e al nostro Sir!

3) Dell’industria a’ bei tesori,
sia tutela il buon guerrier!
Incruenti e uniti allori
abbian l’arti ed il saper!
Benedica il cielo e renda
glorioso il patrio suol;
e pacifico risplenda
sovra l’Austria ognora il sol!

4) Siam concordi! In forze unite,
del potere il nerbo sta!
Alte imprese fian compite,
se concordia in noi sarà!
Siam fratelli e un sol pensiero
ne congiunga e un sol cor:
duri eterno questo Impero
Salvi Iddio l’Imperator!

5) Presso a lui sposa beata,
del suo cor eletta sta!
Di quei vezzi inghirlandata,
che non temono l’età!
Sulla mite in trono assisa
versi il Cielo ogni don;
salve Augusto, salve Elisa
e d’Asburgo la Magion.

→ ascolta l’inno Imperiale Asburgico


Inno del Regno delle Due Sicilie

Ricerca di Francesco Laricchia. Dal periodico meridionalista “Il Carlino”, n.11, 2005

Iddio conservi il Re
Per lunga, lunga età
Come nel cor ci sta
Viva Fernando il Re!
Iddio conservi il Re
Per lunga, lunga età
Come nel cor ci sta
Viva Fernando il Re!
Iddio lo serbi al duplice
Trono dei padri suoi
Iddio lo serbi a noi!
Viva Fernando il Re!

→ ascolta l’inno del Regno delle Due Sicilie


Inno del Regno di Sardegna

Innu Sardu

Refrain: Conservet Deus su Re Salvet su Regnu Sardu
Et gloria a s’istendardu Concedat de su Re!

1. Qui manchet in nois s’animu
Qui languat su valore
Pro forza o pro terrore
Non habas suspectu, o Re.
Conservet Deus su Re…

2. Unu o omni chentu intrepidos
A ferro et a mitralia
In vallu e in muralia
Hamus andare o Re
Conservet Deus su Re…

3. Solu in sa morte cedere
Soliat su Sardo antigu
Né vivu a’ s’inimigu
Cadera ego, o Re.
Conservet Deus su Re…

4. De fide et fort’hominus
Se figios nos cantamus
Bene provaramus
Figios ipsoro, o Re.
Conservet Deus su Re…

5. De ti mostrare cupidu
Sa fide sua, s’amore
Sas svenas in ardore
Sentit su Sardo, o Re.
Conservet Deus su Re…

Inno Sardo

Refrain: Iddio conservi il Re
Salvi il Regno Sardo
E gloria allo stendardo
Conceda del suo Re!

1. Che in noi languisca l’animo
E infermesi il valore,
Per forza e per terrore
Non mai temere o Re.
Iddio conservi il Re…

2. Uno contro cento intrepidi
A spalle e a mitraglie,
Su valli e su muraglie
Noi correremo, o Re.
Iddio conservi il Re…

3. Solo in sua morte cedere
Soleva il Sardo antico,
Ne vivi all’inimico
Noi cederemo, o Re.
Iddio conservi il Re…

4. Da fidi valent’uomini
Se nati ci vantiamo,
Ben proverem che siamo
Noi loro figli, o Re.
Iddio conservi il Re…

5. Di mostrati cupidi
La fede e il loro amore,
Le vene in grande ardore
Sentono i Sardi, o Re.
Iddio conservi il Re…

→ ascolta l’inno del Regno di Sardegna


Canto degli Insorgenti Antigiacobini Piemontesi

Da Costantino Nigra, “Canti popolari del Piemonte”, Vol. II, Einaudi, 1957.

Piemontese

Sti Giacobin s’fazio razun,
vuréivo lvè la religiun.
Lur i fazio na gran festa
a préive e frà cupè-i la testa.

La libertà l’è andà a la fin
a confüziün dëi Giacobin.
‘L general Rüss a l’è rivà,
sut a Türin a s’j’è fermà;
A s’j’è fermà üna gran bateria,
bumbe e granate e artijeria;

A n’un batia a bala fuà,
la Sitadela è stàita pià.
I sun sti sgnuri Giacobin
i vurio esse padrun d’Türin.
O Giacobin, l’èi’ vü na ruta,
e l’éi pià-ve na bela bota;
E Giacobin e patriot,
e vi bütruma tüti al crot

Italiano

Sti Giacobini si facevano ragione,
volevano levare la religione.
Essi facevano una gran festa
a preti e frati tagliar la testa.

La libertà è andata a fine,
a confusione dei Giacobini.
Il generale russo è arrivato,
sotto Torino si fermò;
si fermò con gran batteria,
bombe e granate e artiglieria,
batteva a palla infocata,
la Cittadella fu presa.

Sono questi signori Giacobini,
volevano essere padroni di Torino.
O Giacobini, avete avuto una rotta,
vi pigliaste una bella botta;
e Giacobini e patrioti,
vi butteremo tutti in prigione


Canto degli Insorgenti Antigiacobini Romagnoli

Lasciate de canta’ ch’ecco i francesi
E quando arcanterem per sti paesi?

Arcanterem se loro se ne vanno
Che finché ce son loro s’avrà l’affanno.

E canterem allor: Viva Maria
La razza dei ladroni è gita via.

E canterem allor: Viva Gesù
La razza dei ladroni non c’è più.


Canto Degli Insorgenti Antigiacobini Umbri

Da: Isabella Rauti, Campane a martello, Marzorati Editore, 1989, pag. 189

E quando finirà la brutta usanza
di chiudere la stalla, usciti i buoi?

Noi semineremo il grano in abbondanza,
ma chi lo mangia se non semo già noi!

E vengon di levante e di ponente
e per chi seminò ci resta niente.

E vengon di ponente e di levante,
e a casa nostra ognuno è comandante.

E vengon con la coda o con i baffi,
e a casa nostra sem pigliati a schiaffi.

E i campi, le vendemmie e le figliole
non sono i nostri, ma di chi li vuole.

E noi vogliam morì sulle maggesi
per ingrassà i ladroni e gli assassini?

Per Dio, l’ha da finì questi Francesi,
che ci ruban l’onore e li quattrini!


Canto Degli Insorgenti Antigiacobini Toscani

Finirà, finirà quando l’albero brucerà.
Quando l’albero sarà bruciato
Chi è giacobino sarà ammazzato.

Io non ho da dirvi altro
Giacobini guardatevi l’un con l’altro.

Evviva Maria e il nostro Imperatore
Giacobini avete un gran ghiacciacuore!

(Da: Petrus Magister, I Viva Maria, cit. in Frontespizio, giugno 1930)


Canzonetta ai bravi e fedeli Tirolesi

Cantata sull’aria di Non ride la moglie del ladro, tratta da: Lorenzo Dalponte, Uomini e genti trentine durante le invasioni napoleoniche 1796-1810, Ed. Cesio, Trento 1984, pag. 30

1) Tirolesi, Tirolesi
Presto all’armi: ecco i Francesi;
Deh lasciate i patrj muri,
E al rimbombo dei tamburi
Su correte a trionfar.

2) Chi vi chiama, chi vi guida
E’ del Ciel la scorta fida,
E’ la patria ed il Re nostro
Armin questi il braccio vostro,
E vi sian di sprone al piè.

3) Quando in Campo scenderete,
Ricordatevi che siete
Tirolesi, ed Italiani,
E menate ben le mani
Senza un’ombra di timor.

4) Rinnovate nel paese
Un bel vespro Tirolese
Come un dì cantato l’hanno
I nostri Avi fin dall’anno
Mille e settecento trè.

5) Che si avanzi in questa parte
Il gradasso Buonaparte,
Né Madame, né Prelati,
Né Signori degradati
A incontrarlo egli vedrà.

6) Gli daranno il ben venuto
Con un triplice saluto
Fulminanti cannonate,
Strepitanti archibugiate
Senza mai colpo fallar.

7) Fino i colli, fin le rupi
Degli altissimi dirupi
Con di sassi ampia tempesta
Gli preparano una festa
Fatta appunto per saltar.

8) E in tal festa di sassate,
E di palle ben calcate
Rovesciati, pesti e rotti
Balleranno i Sanculotti
Contradanze, e minué.

9) Viva allor Cesare viva
Suoni pur l’eco giuliva,
E la Fede vendicata,
E la Patria liberata
Tra i suoi figli esulterà.

10) Tirolesi valorosi
Agl’inviti bellicosi
Contro i Galli fuori fuori;
Quante creste a tre colori
Noi vedremo in aria andar.

Canzonetta nuova dei bersaglieri ai Francesi l’anno 1796

Tratta da: Lorenzo Dalponte, Uomini e genti trentine durante le invasioni napoleoniche 1796-1810, Ed. Cesio, Trento 1984, pagg. 31-32

1) Avanti, avanti, o Galli,
O bugher di Francesi,
Che i fidi Tirolesi
Stan pronti a guerreggiar,
Dell’empietado, o mostri
L’Italia è già ripiena
Ma cambiasi or la scena
Fra monti del Tirol.

2) O stuol di Galli cani
Grida il Tirol, l’impero
Ferma quel passo altero,
Che trapassò il Confin.
Fra queste valli avrai
Degli avi tuoi la sorte,
Qui gli recise morte
Sta qui ‘l sepolcro ancor.

3) Vostre minacce, o sgherri;
Inviti son per noi.
Nulla temiam di voi.
Siam fidi bersalier.
Siamo Fiemazzi forti,
Son l’armi nostre buone,
Venite alla tenzone,
Che incontro ci facciam.

4) Servima’ al patrio lido
Al nostro imperatore
Fede, costanza, amore
Amor, costanza e fé.
Vostra impietà ci spinge
A sostener da eroi
La religion, che a noi
Fitta ci sta nel sen.

5) Mahoni e Ungheresi
Son forti e son guerrieri,
Coi nostri bersaglieri
Han fatto stretta union.
Già la provaste voi
Se fida fu davvero.
Se fu quel fuoco fiero
Che molti ne colpì.

6) Ne riplicate sfide
A nostri bersaglieri.
Piegaste si i cimieri
E ne fuggiste ancor.
Fatal ne fu per voi
La valle di Brusacco
Ove in qualunque attacco
Ne contò estinti ‘l suol.

7) Fino che piume avete
Gite alla patria, o galli,
Per voi non son ‘ste valli
Fide et costanti al re.
Se baldanzosi ancora
Sarete e così alteri,
Ci troverete fieri
Intrepidi leon.

8) Avanti, o masnadieri,
Dunque s’avete cuore,
Ma il gal già canta l’ore
Di vostra destruzion.
La religion, la patria
Viva et per sempre il regge,
Viva, qui la protegge
Wukassovich ancor.


Canto degli Insorgenti Antigiacobini Tirolesi

1) Zu Mantua in Banden
der treue Hofer war,
in Mantua zu Tode
führt ihn der Feindre Schar.
Es blutete der Brüder Herz,
ganz Deutschalnd, ach!
in Gram und Schmerz,
mit ihm das Land Tyrol!

2) Die Hände auf dem Rücken,
Andreas Hofer ging
mit ruhig festen Schritten;
ihm schien der Tod gering,
der Tod, den er so manches mal
vom Iselberg geschickt in’s Thal,
im heil’gen Land Tirol!

3) Doch als aus Kerkergittern
in festen Mantua
die treuen Waffenbrüder
die Hand’er strecken sah,
da rief er aus: Gott sei mit euch,
mit dem verratnen deutschen Reich
und mit dem Land Tirol!

4) Dem Tambour will der Wirbel
nich unter’m Schlager vor,
als nun Andreas Hofer
schritt durch das finstre Thor.
Andreas, noch in Banden frei,
dort stand er fest auf der Basteri,
der Mann vom Land Tyrol!

5) Dort soll er niederknieen;
er spricht: “Das thu’ich nit!
Will sterben, wie ich stehe,
will sterben, wie ich stritt,
so, wie ich steh’auf dieser Schanz’,
es leb’ mein guter Kaiser Franz,
mit ihm sein Land Tirol!”

6) Und von der Hand die Binde
nimmt ihm der Korporal,
Andreas Hofer betet
allhier zum letztenmal,
dann ruft er: “Nun so trefft mich recht!
Gebt Feuer! Ach, wie schiesst ihr schlecht!
Ade, mein Land Tyrol!”

→ ascolta l’inno degli Insorgenti Tirolesi


Canto degli Insorgenti Antigiacobini Sanfedisti

1) A lu suono de grancascia
viva lu popolo bascio;
a lu suono de tammurielli
so’ risorte li puverielli;
a lu suono de le campane
viva viva li populane
a lu suono de viuline
morte alli Giacubbine!

Rit: Sona, sona
sona Carmagnola
sona li cunsiglia
viva ‘oRe cu la famiglia!

2) A Sant’erme tanta forte
l’hanno fatto comm’a ricotta,
a stu cornuto sbrevugnato
l’hanno misaa mitria ‘n capa.
Maistà, chi t’ha traduto?
Chistu stommaco chi ha avuto?
E signure e cavaliere
te vulevane priggiuniere!

3) Alli tridece de giugno,
Sant’Antonio gluriuse
a signure sti birbante
je facette o mazza tante!
So’ venute li francise,
aute tasse n’ci hanno mise,
“libertè, egalitè”:
tu arruobbe a mmè
ie arruobbe a ttè!

4) Li francise so’arrivate,
ci hanne bbuono carusate,
e “voilà” e “voilà”;
calce ’n culo alla libertà!
Addò è gghiunta ’Onn’Eleonora,
c’abballava ’n copp’o tiatro?
Mo abballa miezz’o mercato
n’zieme cu Mastu Donato!

5) A lu ponte a Maddalena
’Onna Luisa è asciutta prena,
e tre miedece che banno?
Nun la ponno fa sgravà!
A lu muolo senza guerra
se tiraje l’albere ’n terra,
afferraine e giacubbine
’e facettene na mappina!

6) Addo è gghiuta ’Onn’Eleonora
c’abballava ’n copp’o tiatro?
No abballa ch’e vruoccole e rape,
n’ha potute abbalà cchiù!
E’ fernuta l’eguaglianza,
è fernuta la libbertà,
pe’ vuie so’dulure e panza!
Signò, iateve a cuccà!

7) Passaie lu mese chiuvuso,
lu ventuso e l’addiruso,
a lu mese che se mete
hanno avute l’aglio arrete!
Viva Tata Maccarone
ca respetta la Religgione,
Giacubbine iate a mare,
ca v’abbrucia lu panare!

→ ascolta l’inno dei Sanfedisti


Canti dei Carlisti Spagnoli

Calzame las alpargatas

Calzame las alpargatas,
dame la boina, carga el fusil.
Calzame las alpargatas,
dame la boina, carga el fusil.

Me voy a matar mas rojos,
me voy a matar mas rojos
que flores tiene mayo y abrìl,
que flores tiene mayo y abrìl.

Campanas del campanario,
aldea mia, quedar con Dios.
Campanas del campanario,
aldea mia, quedar con Dios.

Me voy con el Rey Don Carlos,
que en la frontera espera
los nobles hijos de la nacion
los nobles hijos de la nacion.

Por mi Patria, por mi Rey,
por mi gran Dios voy a luciar.
Por mi Patria, por mi Rey,
por mi gran Dios voy a luciar.

Y si en el combate muero,
triunfare en el cielo
con la Santa Virgen Madre de Dios
con la Santa Virgen Madre de Dios.

Oriamendi

Por Dios, por la Patria y el Rey
lucharon nuestros padres
Por Dios, por la Patria y el Rey
lucharemos nosotros también

Lucharemos todos juntos
todos juntos en unión
defendiendo la bandera
de la Santa Tradición

Cueste lo que cueste
se ha de conseguir
que los boinas rojas
entren en Madrid.

Por Dios, por la Patria y el Rey
lucharon nuestros padres
Por Dios, por la Patria y el Rey
lucharemos nosotros también

→ ascolta l’Oriamendi