Il modello Bibbiano

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Il modello Bibbiano

Grazie all’emergenza Coronavirus sul “caso Bibbiano” è calato un silenzio di tomba. Un silenzio squarciato ora dalla Procura di Reggio Emilia che ha chiesto il rinvio a giudizio per ben 24 persone. Secondo i pubblici ministeri che stanno seguendo il caso gli psicologi, gli assistenti sociali e gli amministratori coinvolti nell’indagine volevano guadagnare dall’affidamento dei bambini: a questo scopo avrebbero falsificato documenti e manipolato le dichiarazioni dei minori in modo che emergessero situazioni di abusi e violenze in famiglia che in realtà non sarebbero mai avvenute, ma tali da giustificare il loro affido ad altri nuclei familiari. Tra le 24 persone per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio vi sono anche il sindaco PD di Bibbiano Andrea Carletti, la ex dirigente dei servizi sociali dell’Unione Val D’Enza Federica Anghinolfi, gli psicoterapeuti Claudio Foti e Nadia Bolognini, che gestivano una onlus di Moncalieri, “Hansel e Gretel”. Gli indagati sono accusati a vario titolo di peculato d’uso, abuso d’ufficio, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsa perizia anche attraverso l’altrui inganno, frode processuale, depistaggio, rivelazioni di segreto in procedimento penale, falso ideologico in atto pubblico, maltrattamenti in famiglia, violenza privata, lesioni dolose gravissime, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Però la cosa stupefacente è che, a costituirsi parte civile vi è anche la Regione Emilia Romagna governata da Stefano Bonaccini, che fino a poco prima dell’esplosione del bubbone mediatico-giudiziario indicava proprio nel “modello Bibbiano” l’esempio da seguire per tutti. Della serie, la faccia come il c**o!

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