Gerusalemme, 1923: le persecuzioni dei copti contro i cattolici

gerusalemme-via-dolorosa-nona-stazioneCentro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 92/20 del 30 ottobre 2020, San Ponziano

Gerusalemme, 1923: le persecuzioni dei copti contro i cattolici

Nuovo sangue francescano in Terra Santa. La selvaggia aggressione del 14 Dicembre 1923

Da tempo immemorabile i Francescani uscendo dal loro Convento di S. Salvatore alle ore 3 pom. di ogni Venerdì fanno pubblicamente la Via Crucis, pregando in quei luoghi ove per costante tradizione si ricordano i tratti della Passione di Nostro Signore commemorati nel pio esercizio. Ad essi si uniscono altri membri di Congregazioni religiose e molti del popolo, specialmente in occasione di qualche pellegrinaggio.

I mussulmani sono edificati per questo atto pubblico di pietà cristiana, nè osano interromperlo, ma incontrandosi con la processione si fermano, nè proseguono il cammino se non quando la processione è passata.

La IX stazione che ricorda la terza caduta di Gesù si commemora avanti la porta del Convento dei Copti scismatici (1) la cui attuale apertura fu loro permessa nel 30 Giugno del 1893 dal Custode di Terra Santa P. Giacomo da Castelmadama.

Il pio esercizio della Via Crucis si era sempre pacificamente esercitato colà, quando nel primo Venerdì di Dicembre 1923, i Copti vi fecero ritrovare una sedia. Chi sa come in Oriente il fatto costituisce diritto, comprende bene come il tollerare quella sedia sarebbe stato lo stesso che rinunciare al diritto di fare in quel luogo la Via Crucis, perchè dalla sedia si sarebbe passato al banco fino ad ostruire completamente la via, e di queste perverse intenzioni i Copti ne avevano dati parecchi saggi.

S’invitarono allora a togliere la sedia, e sebbene a malincuore, pure lo fecero. Dai Francescani però s’incominciò a dubitare non dovesse accadere qualche brutto fatto, e perciò ne prevennero il governo affinchè provvedesse per il prossimo Venerdì 14 Dicembre. Ed il governo inglese, quantunque conosca bene dall’Egitto i Copti, si contentò di mandare due soli.

Le previsioni purtroppo si avverarono, ed il 14 Dicembre giunti i Francescani alla IX stazione vi trovarono la sedia. Cortesemente si invitarono i Copti a ritirarla, ma invece di accondiscendere, si ritirarono dentro la loro porta uscendo con una panca di legno tentando di batteria sul capo del P. Procuratore di Terra Santa. I nostri giannizzeri fecero in tempo a parare il colpo, ma fu il segno della battaglia, perchè i Copti dalla loro porta e dalle terrazze incominciarono a lanciare pietre e ferri sopra gli inermi Francescani, giacchè i due poliziotti al principio del tafferuglio si dileguarono…. La mischia durò parecchi minuti, caddero mortalmente feriti Suor Brigida, italiana, Missionaria Francescana, Fr. Giuseppe Sisti, italiano; meno gravemente feriti: P. Giuseppe Dowling, inglese, Fr. Emilio Dubois, francese, Fr. Antonio Diermaier, i due giannizzeri del Convento di S. Salvatore.

Finalmente giunsero i poliziotti…. a vedere i feriti spasimanti al suolo. Corsero poi le Autorità, gli amici, i curiosi: furono imprigionati vari Copti, tutto faceva sperare che la giustizia facesse capolino.

Il 28 Dicembre si discusse la causa, separando la parte della Suora. Fr. Giuseppe Sisti, il maggiormente ferito fra i Religiosi era ancora degente a letto: per non incomodarlo, non fu neppure udito. La grave causa di sangue fu trattata da un giudice arabo, detto di pace, che per contentare tutti pronunciò uno sentenza-panacea redatta forse in qualche gabinetto chimico-politico in cui si analizza a processo semplicista. Nella elaborata chimica sentenza si confusero assalitori ed assaliti, aggressori e vittime e con variante di pena e multa furono condannati per indizi alcuni Copti, e perchè rimasero feriti nel conflitto i due giannizzeri della Custodia, furono ugualmente multati.

Rimaneva la causa della Suora tormentata ad ogni istante dai medici fiscali che pretendevano nientemeno spaccarle di nuovo la testa per vedere i danni cagionati dalle ferite. Ci volle del bello e del buono per persuadere quei discepoli d’ Esculapio a desistere dall’omicida pretesa.

Dopo lungo tergiversare si venne ai processo discusso il 13 Marzo 1924, il reo di mancato omicidio fu condannato a sei mesi di carcere!

Ed ora si continui a dire che il governo in Palestina è unito a refe doppio con gli scismatici contro i cattolici e che non fa rispettare i diritti ; egli a sua difesa produrrebbe le strabilianti sentenze del 28 Dicembre 1923 e 13 Marzo 1924!

Appendice. – Imbaldanzitisi i Copti dei facili processi, il 13 Aprile di quest’anno tentarono rinnovare le prepotenze e violenze della Domenica delle Palme dell’anno passato. Ma ad onore del vero, il governo in questa circostanza mostrò di potere, quando vuole, e la violenza dei Copti fu rintuzzata da poliziotti con pari violenza. Un giornale d’Egitto cercò di svisare i fatti gridando al tragico, giungendo perfino a chiamare il S. Sepolcro la Chiesa dei Copti, che invece sono da semplici tollerati senza alcun diritto all’Edicola del S. Sepolcro.

(1) I Copti o Cofti si divisero d Chiesa Cattolica nel 451 non avendo voluto accettare la definizione del Concilio di Calcedonia delle due nature in Gesù Cristo. Furono trascinati all’eresia da Dioscoro loro Patriarca di Alessandria dalla qual sede fu deposto e relegato nell’Alto Egitto dall’Imperatore, non potendosi più sopportare la vita scandalosa ed immorale. I Copti sono numerosi in Egitto ed occupano importanti posizioni nel commercio e nella politica, la cui eco si ripercuote attualmente in Palestina, ove sono pochissimi. Non entrano stabilmente in Gerusalemme che nel 1365 e soltanto nel 1537, approfittando della carcerazione ordinata dal Sultano di tutti i Francescani, costruirono dietro il Tempietto del S. Sepolcro una piccola cappella per recitare a voce bassa i loro uffici. In questi ultimi tempi, non si comprende per qual arcana protezione, hanno acquistata straordinaria baldanza, che alcuni attribuiscono alla loro potenza in Egitto che può influire molto sul mantenimento più o meno pacifico della protezione, od occupazione inglese nella terra faraonica.

Tratto da: Almanacco di Terra Santa per l’Anno di Grazia 1925, Gerusalemme, Tipografia dei PP. Francescani, pagg. 59-61.