Crimini in Terra Santa: le demolizioni delle case dei palestinesi

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 78/20 del 23 settembre 2020, San Lino

Crimini in Terra Santa: le demolizioni delle case dei palestinesi

E’ sconcertante l’ipocrisia dei politici e dei giornalisti italiani che si strappano le vesti per degli episodi marginali e poi ignorano sistematicamente la politica criminale dell’ “unica democrazia del Medio Oriente” (alleata dei paesi musulmani).

Donald Trump celebrava la vittoria diplomatica. Il mondo applaudiva gli Accordi di Abramo che siglano la nuova intesa degli Emirati Arabi Uniti e del Bahrein con Israele. I palestinesi, invece, sperimentavano per l’ennesima volta l’abbandono totale in cui sono precipitati. Nel periodo del lockdown anti- Covid-19, infatti, 389 abitazioni ed edifici appartenenti a palestinesi sono stati abbattuti in Cisgiordania dai militari di Israele. Quella che Jamie McGoldrick, coordinatore dell’Ufficio delle Nazioni Unite per le questioni umanitarie (Ocha) ha definito «la più intensa campagna di demolizioni degli ultimi quattro anni».

Mentre il virus colpiva con la massima intensità, 442 palestinesi sono stati trasformati in senzatetto, aumentando al massimo grado la loro esposizione al contagio. Le ruspe israeliane hanno abbattuto non solo abitazioni, ma anche impianti idrici e sanitari e strutture usate per la coltivazione dei campi. Una condotta che ha drasticamente peggiorato le condizioni di vita e le possibilità di lavorare dei palestinesi colpiti. Cinquanta dei 389 edifici finiti sotto le demolizioni erano stati assegnati ai palestinesi come aiuto umanitario, il che vuol dire, ha sottolineato McGoldrick, che «la distruzione si è scaricata sui più vulnerabili e ha gravemente danneggiato le operazioni di soccorso e di emergenza».

Ancora McGoldrick ha ribadito, a proposito di queste demolizioni, che «la distruzione di proprietà in un territorio occupato è vietata dalle leggi internazionali, a meno che non sia assolutamente necessaria per le operazioni militari. La pandemia ha fatto crescere ancora i bisogni e le fragilità dei palestinesi che già sono intrappolati nell’anormalità di un’occupazione militare apparentemente senza fine».

Non c’è molto da aggiungere. Resta da chiedersi una cosa. Il nuovo disegno del Medio Oriente che Trump, dai miopi considerato inerte in politica estera, sta pian piano realizzando, prevede per i palestinesi qualcosa che non sia l’umiliazione totale prevista dal Piano di Pace presentato all’inizio del 2020? È meglio farsi questa domanda mentre si è ancora in tempo a portare qualche correzione. Perché in epoca contemporanea non è mai successo che umiliare un popolo abbia portato a una pace vera e duratura.

https://www.terrasanta.net/2020/09/abitazioni-palestinesi-record-di-demolizioni/