Complottismologia

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 89/11 del 28 novembre 2011, San Giacomo della Marca

Complottismologia

I due articoli che segnaliamo, contro i biechi complottisti complottizzanti, invitano al proverbiale “tutto va ben Madama la Marchesa”. Ma i veri complottisti sono coloro che complottano o coloro che denunciano i complotti?

 

1) Poteri forti e complotti
È degno di attenzione il segnale d’allarme lanciato da Tobia Zevi, su questa newsletter, lo scorso 15 novembre, a proposito di una sgradevole ‘gaffe’ pronunciata dal Presidente di una squadra di calcio (per la quale sono state però presentate opportune scuse), che ha fatto riferimento, giorni fa – nel generale quadro della crisi economica mondiale al pericolo di insidiose trappole tese da furbi e spregiudicati avvocati ebrei, ai danni di sprovveduti clienti. Esiste il rischio di una sorta di deriva ‘complottista’ che, dalla generica denuncia dei condizionamenti esercitati dai grandi potentati economici e finanziari, man mano scivoli fino a puntare il dito, come tante altre volte nella storia, contro gli ebrei, da additare alle masse come i veri responsabili di tutti i problemi?

È un dato di fatto, com’è noto, che la difficile situazione economica ha scatenato, in tutto il mondo, un vasto movimento di protesta, volto a esprimere la contrarietà di una presunta, larghissima maggioranza della popolazione (il “99 %”) contro il presunto prepotere di una piccolissima minoranza di cd. “poteri forti”: termine alquanto generico e approssimativo, con cui si vuole principalmente indicare, a quanto pare, il grosso capitale, e, soprattutto, le banche, tanto pubbliche quanto private.

Per quanto riguarda, in particolare, l’Italia, il malumore contro queste forze occulte ha trovato un’ulteriore, propizia occasione per esprimersi nella recente formazione del nuovo governo, in cui (o dietro di cui) molti, a destra come a sinistra (la destra più populista e la sinistra più radicale) hanno voluto vedere la “longa manus” di potenti banchieri, spregiudicati finanzieri, avidi plutocrati. I quali, come sempre, non si vedono, ma “ci sono”.

Anche se non si parla (ancora) di un “complotto plutocratico”, pare, insomma, che molti ci pensino. E non sorprende, in questo contesto, che, in almeno un paio di occasioni, autorevoli politici abbiano fatto riferimento a uno specifico ruolo giocato, in tali vicende, dalla massoneria (la quale, quantunque ‘decaduta’, è sempre andata a braccetto, nell’immaginario popolare, con la plutocrazia).

Stiamo dunque tornando ai tempi dei “complotti demo-masso-giudo-pluto”? (Anche stavolta, fra l’altro, a tramare contro di noi ci sarebbero delle potenze straniere, con la Francia e la Germania al posto della “perfida Albione”). E anche gli ebrei, per caso, fanno parte del ‘complotto’?

Al momento, per fortuna, tale idea non pare consolidarsi e, se pur circola, talvolta, qualche parola a vanvera, non fa proseliti, né viene poi consapevolmente rivendicata o ribadita. Ma esiste o no il pericolo che, un domani, la teoria del ‘complotto’ cresca e si allarghi, fino a tornare ai tristi stereotipi dei tempi andati, e a completare, con l’inserimento degli ebrei (ricchi ebrei, banchieri ebrei, avvocati ebrei…), il “quadro di famiglia” degli oscuri “complottisti”?

Al riguardo, ci può essere una risposta ottimistica e una pessimistica.

L’ottimista dice: no, non c’è pericolo, la democrazia italiana è solida e matura, ci si può permettere di parlare di complotti dei “poteri forti” senza arrivare, come in passato, a tirare in ballo gli ebrei.
Il pessimista dice: attenzione, si tratta di un piano inclinato, il pericolo c’è.

Personalmente, sono indeciso tra le due opzioni. Ma, nel dubbio, preferirei che di ‘complotti’ e di “poteri forti”, in ogni caso, non si parlasse mai, con o senza ebrei. (Francesco Lucrezi, storico)

(Fonte: http://moked.it/blog/2011/11/23/poteri-forti-e-complotti )

2) Burattinai e banchieri di Dio? C’è chi vuole fuggire dalla realtà”. Il Gran Maestro Gustavo Raffi smonta la leggenda dei poteri forti. “Comico adombrare trame giudaico-massoniche”.

Ma quali poteri forti! Quale complotto. Tutta questa mania di vedere registi occulti, trame internazionali, grandi burattinai che muovono i fili del Paese, sono una fissazione italiana. Una tentazione che riemerge quando si tratta di assumersi delle responsabilità» Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, ovvero numero uno della Massoneria, sbotta. Più di un giornale, soprattutto quelli che fanno capo alle frange estreme del panorama politico, ha chiamato in causa la Massoneria.

Alcuni si sono spinti a ipotizzare addirittura un asse insolito tra il Vaticano e la Massoneria uniti in un mega piano di rovesciamento del governo Berlusconi per mettere sulla plancia di comando un drappello di «tecnocrati». Raffi ride di gusto.

Cos’è che la diverte tanto?
«Mi sovviene quello che diceva Ennio Flaiano, cioè che il nostro Paese è in una situazione grave ma non seria. Noi stiamo semplicemente assistendo al fallimento della politica che ha generato quello che abbiamo di fronte agli occhi. Di fronte a queste problematiche e alla volontà di risolverle non va fatta fantapolitica. Bisogna mettersi con animo sereno e verificare nei fatti quello che il nuovo governo farà».

E la congiura?
«Ho letto che qualcuno adombra una sorta di congiura giudaico massonica. È comico. Vabbè che ci avviciniamo a Natale e tra un po’ avremo i cinepanettoni ma qui siamo alla fantasia allo stato puro».

C’è chi ha chiamato in causa la Massoneria…
«È una vecchia abitudine. Anzichè fare un’analisi seria della situazione, cercando le responsabilità anche nel passato e invece di cercare di risolvere i problemi c’è la fuga verso la costruzione di scenari fantastici. A volte nel nostro Paese si vive come in una fiction. L’etica della responsabilità è andata a farsi friggere».

E come va a finire?
«Il nostro è un Paese grandioso. Proprio quando si pensa che non ci sia nulla da sperare, proprio quando il futuro è nebuloso, ecco che l’Italia risorge. la verità è una sola». Ce la dica. «Gli italiani sono migliori di chi li ha guidati finora. Altro che poteri forti. Il mio auspicio è che l’attuale governo tecnico sia in grado di affrontare seriamente i problemi senza andare a pesare con il bilancino chi deve affrontare i sacrifici e chi no. È il momento di fare un discorso di responsabilità che coinvolga tutti, civili e ecclesiastici».

Vuol dire che anche la Chiesa deve stringere la cinghia?
«Certe legislazioni del passato hanno favorito l’esenzione dall’Ici dei beni ecclesiastici. Bene ma poi basta. Andrebbe rivisto l’8 per mille. Insomma ci si aspetta che anche da parte della Chiesa ci sia maggiore sensibilità e non si cerchi l’esenzione continua».

Quel che lei dice avvalora la tesi di alcuni che vendono anche una regia del Vaticano nella formazione di questo governo.
«E in che modo? me lo dica lei».

Magari favorendo la nomina nei ministeri di figure di sensibilità cattolica o espressione di ambienti cattolici. Questo si legge in questi giorni.
«Non mi scandalizzo se alcuni ministri hanno una sensibilità cattolica. C’è da vedere se nell’azione di governo sapranno essere laici, mantenere la loro fede nella sfera privata, essere indipendenti e autonomi. Che siano cattolici o no non cambia nulla. (le maiuscole sono nostre, ndr). Peraltro la maggioranza degli italiani, almeno sulla carta, professa questa religione».

Si è parlato anche di un governo dei banchieri. Anzi c’è chi ha titolato: banchieri di Dio.
«Non ci vedo niente di strano nell’andare a vedere l’esperienza di vita. Quella dei banchieri di Dio è una battuta. Ad ogni cambio di governo fiorisce il gusto della boutade. Ma ripeto: guardiamo ai fatti. Il governo è appena partito, diamogli tempo. Una bocciatura a priori non è di sicuro una soluzione intelligente».

Ma Marcinkus, la P2, Licio Gelli…di complotti in Italia ce ne sono stati eccome. Non è solo fantasia da romanzieri.
«È bene prestare attenzione, le menti sono agili e fantasiose. Se pensiamo a Marcinkus, qualche precedente di spericolato banchiere magari in combutta con altri peronaggi come il Gelli e quelli della P2, c’è. Si tratta di eventi che hanno avuto a che fare con certa finanza strana. Questi precedenti hanno alimentato la tendenza ogni volta che si vuole colpire un nuovo sistema, a cercare retroscena complottistici. Meglio non gridare al lupo al lupo che poi non ci crede nessuno ma essere osservatori».

Ma allora che dire del Gruppo Bilderberg? Le riunioni periodiche di big della finanza, dell’economia, dell’industria? Anche queste sono invenzioni?

«Sono note di colore. Il complotto demo-plutocratico e giudaico massonico ha portato male a chi lo aveva pubblicizzato. Per scaramanzia forse è meglio che chi ne parla si astenga. Restiamo ai fatti e assumiamoci tutti la responsabilità di affrontare un presente difficile».

(Fonte: http://www.iltempo.it/2011/11/21/1303096-quali_poteri_forti_quale_complotto.shtml )

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